Influenza o virus parainfluenzali? Come riconoscere le differenze

Influenza o virus parainfluenzali? Come riconoscere le differenze
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    Come riconoscere le differenze tra influenza e virus parainfluenzali? L’inverno sta arrivando e, oltre alla classica influenza che tutti conosciamo, esistono anche delle sindromi parainfluenzali che, molto spesso, presentano una sintomatologia simile e che possono, di conseguenza, essere scambiate molto facilmente per l’influenza vera e propria, anche perché si tratta di patologie provocate, comunque, da un’infezione virale. Come fare per distinguere le varie malattie da raffreddamento? Quali sono i sintomi? Quali le cause e il trattamento per poter giungere alla guarigione? Scopriamo di più in merito.

    Cos’è l’influenza stagionale? Si tratta di una patologia del freddo, la cui trasmissione avviene da individuo a individuo attraverso le vie aeree: il contagio avviene, infatti, anche attraverso una semplice stretta di mano, se presenti i germi patogeni e tramite l’inalazione delle goccioline respiratorie infette. Cos’è, invece, la parainfluenza? Le sindromi parainfluenzali sono patologie del freddo, come la classica influenza, ma sono provocate da delle famiglie diverse di virus e si presentano, soprattutto, nei mesi che vanno da dicembre a marzo, ma anche nel resto dell’anno. La distinzione fondamentale tra influenza e parainfluenza sta nel fatto che nella sintomatologia, nell’ultimo caso, sono presenti solo due sintomi su tre e che queste infezioni sono maggiormente brevi, oltre che meno intense.

    I sintomi dell’influenza stagionale includono febbre alta – in questo caso, la febbre sale molto velocemente ed è presente per 2-3 giorni; sebbene, in alcuni casi, possa permanere fino a una settimana – dolori muscolari e articolari e disturbi alle vie aeree: si presentano, quindi tosse, mal di gola – per cui esistono dei rimedi naturali - e naso chiuso, oltre a malessere generale, mal di testa, stanchezza, inappetenza, nausea e vomito. La sintomatologia tipica dell’influenza è, quindi, composta da febbre, dolori e disturbi alle vie aeree: per parlare di influenza, devono essere presenti tutti e tre questi sintomi tipici. Come anticipato prima, invece, la parainfluenza si distingue dall’influenza per il fatto che presenta solo due sintomi su tre rispetto alla seconda: ad esempio, potrebbero essere la febbre associata ai disturbi alle vie aeree, oppure i dolori articolari e muscolari senza febbre.

    Quali sono le cause dell’influenza, che quest’anno colpirà 7 milioni di italiani? Questa è causata da virus appartenenti alla famiglia degli Orthomixovirus del tipo A e B. Le sindromi parainfluenzali sono, invece, generalmente, causate da diverse famiglie di virus come, ad esempio, gli Adenovirus e gli Enterovirus.

    Alla comparsa di segni e sintomi, è necessario contattare il medico che – tramite una serie di analisi ed esami – stabilirà la diagnosi e, dunque, le cure adatte al caso specifico. Oltre alla classica visita medica, allo studio dei sintomi e alle analisi del sangue, potrebbero essere richiesti ulteriori test, se necessario.

    Quali sono i rimedi contro l’influenza e la parainfluenza? La terapia prevede, soprattutto, riposo a letto, una buona idratazione – dunque, acqua, brodi, tisane e spremute di frutta – e una dieta che sia leggera, digeribile e nutriente, oltre all’assunzione di farmaci antipiretici e antinfiammatori per abbassare la febbre, quando si superano i 38 gradi e mezzo. Generalmente, per una comune influenza, non è necessario assumere degli antibiotici: questi sono, infatti, inutili contro i virus e non farebbero altro che indebolire il sistema immunitario. Il motivo? I virus – per quanto aggressivi siano – possono essere sconfitti, senza problemi, dal sistema immunitario di un organismo in buona salute; il discorso sarebbe, però, diverso se si trattasse di infezioni batteriche – più pericolose – i cui germi andrebbero eliminati attraverso l’assunzione di antibiotici, prima che possano provocare gravi danni agli organi. È possibile, inoltre, ricorrere a dei rimedi naturali per alleviare i sintomi, oppure a dei buoni prodotti omeopatici.

    Infine, la prognosi dipende da alcuni fattori: ad esempio, dalla tempestività nell’intraprendere il giusto trattamento, dalla gravità della condizione e dalla causa scatenante, oltre che dall’età e dallo stato di salute del paziente. Generalmente, si risolve tutto in una settimana circa, ma posso verificarsi delle complicazioni – come polmonite, bronchite e bronchiolite – nei soggetti immunocompromessi e negli anziani, che sono a rischio di complicanze serie: è necessario, quindi, non sottovalutare neppure un semplice raffreddore.

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