Influenza: il picco deve ancora arrivare

Influenza: il picco deve ancora arrivare

L'influenza australiana sta per avere il picco a metà del prossimo mese, lo dimostra il consumo di farmaci e l'aumento dei ricoveri e delle visite mediche a domicilio, per non parlare dell'aumento vertiginoso degli esami strumentali

da in Antinfiammatori, Farmaci, Malattie, Primo Piano, Virus
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    Influenza

    Si credeva che fossero privilegiati dal virus influenzale i giorni relativi alle feste natalizie ed invece il vero picco dell’australiana quest’anno lo avremo dopo la prima quindicina di giorni di febbraio, ma già adesso in Italia le cose non vanno proprio al meglio, una pletora di persone infatti si sta ammalando sempre di più ed i ricoveri per gli effetti dell’influenza, soprattutto fra le persone anziane, si sono decuplicati, segno che il virus sta facendo appieno il suo “dovere”!

    Se chiedessimo poi ad ogni medico di base la situazione nel suo ambulatorio non potrebbe che confermarci il dato, visto che risultano aumentate anche del 50% le visite domiciliari a causa delle febbri alte di origine influenzale,ne consegue che l’astensionismo per giusta causa dal lavoro è aumentato a sua volta del 15% .

    Anche di farmaci annessi alla patologia, sintomatici, antinfiammatori, antipiretici ed antibiotici s’è registrato un aumento dei consumi in ragione almeno del 14% per non parlare della richiesta di accertamenti sanitari aumentata spaventosamente del 70%

    Questa ”E’ la fotografia dell’influenza scattata da ”Health Search’/”Italia, come stai?’, – spiega Claudio Cricelli, presidente della Societa’ Italiana di Medicina Generale (SIMG) – il progetto della SIMG che rappresenta il piu’ potente strumento di rilevazione epidemiologica mai realizzato nel nostro Paese. Un lavoro importante questo perché oltre a quantificare il dato della malattia e la sua espansione ci offre un importante dato circa le complicanze cui si va di fronte ad un’epidemia, nello specifico, l’australiana, al punto da poter anche osservare il trattamento che medici e pazienti hanno riservato alla malattia, se si pensa che un ammalato su tre ha assunto antibiotici, segno incontrovertibile che quest’anno l’influenza ha determinato complicanze batteriche più severe.

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