Influenza e raffreddore: come curarli con l’omeopatia

Influenza e raffreddore: come curarli con l’omeopatia

Curare l’influenza e il raffreddore con l’omeopatia è possibile

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    influenza e raffreddore come curarli omeopatia

    Influenza e raffreddore si presentano con sintomi molto fastidiosi: naso che cola, congestione delle vie aeree superiori, starnuti, brividi, febbre. Di solito non vediamo l’ora di rimediare a questo quadro sintomatologico, per riuscire a trovare un po’ di sollievo. Le cure messe a disposizione dalla medicina tradizionale rappresentano comunque soltanto un’alternativa, perché possiamo provare anche con l’omeopatia. Sono tante le soluzioni omeopatiche a cui possiamo fare riferimento. Scopriamo insieme tutti i rimedi che possono fare al caso nostro.

    L’influenza

    Curare l’influenza con l’omeopatia significa ricorrere, ad esempio, all’Arsenicum album. Va preso soprattutto in presenza di una forte congestione nasale, quando, comunque, l’esordio della febbre si dimostra più graduale. Molto utile è quando la sindrome influenzale si rivela debilitante, interessando anche con sintomi ben specifici, come bruciore alla gola, mal di stomaco, nausea, vomito e diarrea.

    Possiamo ricorrere anche all’Oscillococcinum, un vero vaccino antinfluenzale omeopatico. Questa sostanza è utile soprattutto per la prevenzione dell’influenza, infatti riduce la possibilità di ammalarsi anche nei soggetti particolarmente sensibili, come i bambini e gli anziani. Nel caso ci si sia già ammalati, l’Oscillococcinum può ridurre l’intensità dei sintomi influenzali e la durata della malattia. In questi casi se ne può assumere una dose, da ripetere ogni 6 ore fino a 3 volte al giorno.

    All’Oscillococcinum può essere abbinata l’Echinacea angustifolia in tintura madre: ne bastano 30 gocce ogni volta per 20 giorni. Da non dimenticare anche la Belladonna.

    Si tratta di un rimedio indicato soprattutto quando la febbre compare all’improvviso e si attesta su valori elevati. In questi casi il paziente può presentare cefalea e non sopporta né la luce né i rumori. Questo rimedio è indicato soprattutto quando si ha un forte mal di gola, senza che ci sia la presenza di pus.

    Infine va ricordata la Nux vomica. Essa si usa quando il paziente sente molto freddo, ha brividi determinati dalla febbre, mal di testa e fotofobia.

    Il raffreddore

    Secondo la concezione della medicina omeopatica, la malattia e quindi anche il raffreddore rappresenterebbero un tentativo da parte dell’organismo di ripristinare il suo equilibrio generale, che è andato perso. Curare il raffreddore con l’omeopatia significa prendere in considerazione i sintomi presentati dal paziente e in particolare la rinorrea.

    Per rimediare occorrono delle sostanze, la cui azione si faccia sentire soprattutto per il rafforzamento delle difese immunitarie. Anche in questo caso possono andare bene l’Oscillococcinum o il Ribes nigrum. Se il soggetto starnutisce in continuazione e ha un’intensa lacrimazione può essere utile l’Allium cepa. Se la rinorrea è liquida e il soggetto presenta, oltre che mal di testa, anche un malessere diffuso, va utilizzato il Gelsemium. Per contrastare la sensazione di ostruzione alla radice del naso è ottimo il Kallum iodatum; se c’è un coinvolgimento dell’orecchio, è meglio ricorrere al Kallum muriaticum.

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