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Influenza: dietro l’angolo, ma il picco a dicembre

Influenza: dietro l’angolo, ma il picco a dicembre

L'estate è un capitolo davvero chiuso, l'autunno è iniziato e anche l'influenza è dietro l'angolo: il picco dei casi a dicembre, ma la popolazione a rischio sarà pronta grazie alla vaccinazione

da in Influenza, Malattie, News Salute
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    Influenza in arrivo

    Meglio arrendersi all’evidenza e non aggrapparsi all’ultimo raggio di sole caldo: l’estate è ufficialmente un capitolo da archiviare e l’autunno è dietro l’angolo. Le temperature si abbassano, le giornate si accorciano, ma non è finita, anche uno degli altri sgraditi ospiti delle stagioni più fredde sta per bussare alla porta di migliaia di italiani, l’influenza.

    Influenza in arrivo, anche se il vero picco, con un boom di casi e una diffusione del virus su larga scala, arriverà solo fra qualche mese, a dicembre, come assicurano gli esperti, che non escludono nemmeno una seconda ondata di un ceppo influenzale particolare, quello dell’influenza A.

    Molti sono già a casa, costretti sotto le coperte, termometro in una mano e fazzoletto dall’altra, impegnati a districarsi tra starnuti incessanti e colpi di tosse poco gradevoli? Tutto previsto, o quasi, almeno stando alle previsioni di un esperto in materia, il virologo dell’Università di Milano, Fabrizio Pregliasco.

    “Nelle precedenti pandemie abbiamo assistito anche a seconde o terze ondate del virus, e l’H1N1 sta circolando ancora abbastanza intensamente nell’emisfero australe. Non possiamo escludere, quindi, una nuova ondata anche quest’anno.

    La campagna vaccinale partirà il primo ottobre il nuovo vaccino è trivalente. Protegge contro i due virus ‘australiani’ della stagionale e proprio contro l’H1N1” ha spiegato il virologo.

    Il virus vuole giocare d’anticipo? Niente paura, secondo l’esperto, gli italiani saranno pronti ad accoglierlo, perché la popolazione a rischio sarà già vaccinata e, in caso di emergenza, non è da escludere l’utilizzo dei vaccini contro l’influenza A prodotti l’anno scorso, perché “i vaccini non usati sono tecnicamente scaduti o in scadenza, ma se il virus dovesse imbizzarrirsi e ci fosse necessità di fronte a una seconda ondata pandemica, il vaccino previe verifiche di sopravvivenza potrebbe in molti casi essere usato comunque. Sicuramente per ora è meglio non buttarli, poi si vedrà”.

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