Influenza: ciò che vero e che è falso di questa malattia

Influenza: ciò che vero e che è falso di questa malattia

Influenza: troppi miti ancora da sfatare

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    Il logo di "Passal'influenza" per ricordare che molti atteggiamenti attuati contro questa malattia sono miti da sfatare

    Sull’influenza ci sono molti miti da sfatare, circa il fatto di porre in atto o medio rimedi più o meno scientifici o, puramente, empirici. Vediamo, con la collaborazione della Roche industria del Farmaco e di un apposito sito dalla stessa predisposto, di smitizzare diverse credenze su questa malattia respiratoria. Ad esempio, la prima cosa che viene in mente, riguardo ai comportamenti da mettere in atto durante questa malattia è se conviene bere di più, rispetto a condizioni di normalità.

    La risposta, chiaramente è si, il motivo è molto semplice, solo una buona reidratazione, soprattutto dopo una febbre, agevola il compito delle cellule dell’apparato respiratorio nel riportare da una parte la temperatura a livelli ottimali, dall’altra di proseguire nelle normali funzioni dell’organismo senza subire, a volte, pericolose, disidratazioni, soprattutto in soggetti già defedati da altre malattie.

    In caso di influenza, è bene cibarsi in maniera corretta? Sicuramente si, ma alimentarsi in maniera corretta significa rivolgersi a quei cibi che non richiedono all’organismo un superlavoro per essere digeriti, dunque, evitare cibi grassi, fritture, per citarne solo alcuni, evitare insomma quei cibi che costringono l’apparato digerente ad un sovraccarico di lavoro; ciò anche per evitare la nausea se non addirittura il vomito; oltretutto, il semplice fatto di stare a letto renderebbe ancor più difficile la digestione. Meglio, invece, rivolgersi a frutta e verdura e, fra questi, gli esperti individuano la frutta di stagione e la verdura fresca, che oltretutto introduce con l’alimentazione importanti elementi utili in questa condizione.

    Altro quesito riguarda la necessita o meno, durante l’influenza, di coprirsi molto; a parere ormai di tutti gli esperti, questa è una pratica da non mettere in atto, a meno che sia l’ammalato stesso a volerlo, soprattutto quando la febbre è alta, poiché si impedirebbe al corpo di raffreddarsi adeguatamente contribuendo ad abbassare la temperatura corporea.

    Laddove ci si trova di fronte ad un altro mito da sfatare, quello secondo il quale l’influenza debba accompagnarsi a disturbi all’apparato gastroenterico, il dubbio che assilla molti è stabilire se è vero o non è vera questa credenza. Bisogna ricordare che il virus influenzale è un virus di pertinenza dell’apparato respiratorio e nulla ha che fare con quello gastroenterico. Laddove si manifestassero manifestazioni patologiche a carico di quest’ultimo apparato, queste sono messe in relazione con altri agenti patogeni specifici per stomaco ed intestino, oppure conseguenza di eventuali farmaci somministrati, compresa un’alimentazione non del tutto adeguata al momento della malattia.

    Per quanto attiene la trasmissione del virus influenzale, ciò che invece conviene ricordare è che il contagio avviene anche attraverso le mani e gli oggetti toccati, motivo per cui, lavarsi le mani, oltre che una pratica che dovrebbe sempre attuarsi, soprattutto prima di mettersi a tavola, durante l’influenza o nel periodo in cui aumentano le possibilità di incorrere nell’epidemia, dovrebbe essere quanto mai messa in atto.

    Così come è bene ribadire che un rialzo della temperatura modesto, non deve essere immediatamente stroncato con gli antipiretici, paracetamolo e aspirina, per citare i più diffusi. Tale prassi va attuata quando la temperatura raggiunge picchi più elevati, ad esempio, dai 38 gradi in su, il motivo è presto detto; la febbre non è solo un segnale inviato dall’organismo per informare che qualcosa non va, è anche un meccanismo di difesa messo in atto dal nostro corpo per fronteggiare, in primis l’infezione, fungendo come catalizzatore, infatti, il rialzo termico accelera le reazioni di difesa naturale e contribuisce, in prima battuta, ad opporsi all’ “invasore”.

    Ma anche assumere una sorta di “insalata” di farmaci contro l’influenza è oltremodo sbagliato, quasi tutti i principali rimedi antinfluenzali, svolgono funzioni diverse e simili fra di loro, ritenere che si debba assumere un antipiretico, un antinfiammatorio, un antidolorifico insieme, è una prassi inutile se non addirittura dannosa.

    Resta da capire se esiste oggi un unico trattamento specifico da attuarsi contro la malattia. Diciamo di si, ma va riservata al medico la scelta, ciò in quanto, a parte il vaccino, esistono anche specifici antivirali che si usano tuttavia in determinate circostanze e sotto stretto controllo medico.

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