Influenza A: sono cresciuti i consumi di fazzolettini e disinfettanti

Influenza A: sono cresciuti i consumi di fazzolettini e disinfettanti

Quanto utili poi si sono dimostrati tali precauzioni non tocca a noi dirlo, servirà però sapere che gli italiani sono ricorsi il mese scorso con maggiore vigore a tali presidi in ragione del 50% rispetto a quanto fatto in passato e, particolarmente, le maggiori risorse sono andate nell’acquisto di disinfettanti cutanei e salviettine umidificanti per l’igiene intima aumentate del 30,2%, quasi come avvenuto con i sostitutivi del sapone dove si registra un + 26,1%, un po’ meno per i saponi liquidi da toilette dove l’aumento è giunto quasi al 20%

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    fazzolettini imbevuti

    Abbiamo visto quante notti insonni in qualcuno abbia comportato l’influenza A quest’anno, fra vaccino, antivirali più o meno consigliati, ricoveri, isolamento e quant’altro previsto al fine di scongiurare l’eventuale allargamento dell’epidemia o esacerbazioni della malattia, fino a qualche mese fa la pandemia sembrava più una sorta di castigo divino in grado di decimare la popolazione mondiale piuttosto che una più o meno normale evenienza patologica stagionale.

    Adesso che, alla luce delle conseguenze reali derivanti dalla malattia, pare si possa tirare un sospiro di sollievo, ci interessa sapere cosa l’allarme influenza abbia comportato in termini economici nella collettività in fatto di presidi più o meno validi da adottare e dunque acquistare per cercare in qualche forma di arginare il problema. Difatti, stante il fatto che una delle preoccupazioni maggiori che gli italiani erano tenuti ad osservare era quella di lavarsi le mani, s’è fatto un ricorso persino smodato e soprattutto limitatamente al mese di ottobre scorso, a salviette imbevute, saponi più o meno medicati e disinfettanti vari con la consapevolezza di abbattere il più possibile ogni agente patogeno in grado di farci ammalare.

    Quanto utili poi si sono dimostrati tali precauzioni non tocca a noi dirlo, servirà però sapere che gli italiani sono ricorsi il mese scorso con maggiore vigore a tali presidi in ragione del 50% rispetto a quanto fatto in passato e, particolarmente, le maggiori risorse sono andate nell’acquisto di disinfettanti cutanei e salviettine umidificanti per l’igiene intima aumentate del 30,2%, quasi come avvenuto con i sostitutivi del sapone dove si registra un + 26,1%, un po’ meno per i saponi liquidi da toilette dove l’aumento è giunto quasi al 20% .

    E che dire poi delle borse per acqua e ghiaccio aumentati nelle vendite del 33,3%, dei cerotti nasali, del 17,4%, compresi fazzolettini di carta e termometri vari.

    Inoltre gli italiani durante il periodo d’allarme non si sono fatti mancare un maggiore ricorso a sostanze quali i fermenti lattici, cresciuti nel consumo di quasi il 10%, oltre il 5% è cresciuto il consumo di yogurt e poco meno è cresciuto anche quello per il latte fresco, così come è crescita del 14% il consumo di frutta fresca e verdura.

    Insomma, gli italiani si sono attenuti scrupolosamente ai dettami previsti dai protocolli medici per contrapporsi al meglio all’influenza e alle malattie infettive in generale, nessun aumento significativo si è registrato nei confronti di beni confezionati come pasta, riso, farina e conserve alimentari.

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