Influenza A: la campagna vaccinale

La somministrazione gratuita del vaccino antinfluenzale, che ricordiamo non sarà possibile acquistarlo in farmacia, sarà a carico dei medici di base e dei pediatri, a distanza di un mese verrà somministrata una dose di richiamo che rende più efficace il vaccino stesso

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    Influenza a

    L’influenza A/H1N1 continua a far parlare di sé, soprattutto dopo la notizia che in Italia è stato ricoverato in gravissime condizioni il primo paziente italiano per le conseguenze dell’infezione virale, oltretutto si fa riferimento ad un paziente giovanissimo di appena 24 anni d’età e quest’ultimo accadimento allarma quanto mai la gente, anche se il vice ministro della Sanità, Fazio, avverte che la mortalità a seguito del contagio da virus influenzale fino adesso è al di sotto dell’1% .

    Tutti gli esperti o quasi sono comunque convinti che a scongiurare il peggio sarà sempre di più il vaccino ed infatti l’Italia non si farà trovare impreparata contro l’influenza A,tant’è che la campagna vaccinale si svolgerà in due fasi, a partire dal 15 novembre prossimo riguarderà gli operatori sanitari quelli delle Forze dell’Ordine e gli appartenenti alle categorie a rischio contagio, dalla data del 31 gennaio 2010 i bambini e i giovani d’età compresa da 6 mesi a 27 anni.

    La somministrazione gratuita del vaccino antinfluenzale, che ricordiamo non sarà possibile acquistarlo in farmacia, sarà a carico dei medici di base e dei pediatri, a distanza di un mese verrà somministrata una dose di richiamo che rende più efficace il vaccino stesso.

    La campagna di vaccinazione prevede due fasi: nella prima si parte con circa 8,5 milioni di dosi destinate agli operatori sanitari (medici di medicina generale, pediatri, personale delle Asl), agli operatori di servizi pubblici essenziali e alle categorie a rischio. I criteri di scelta dei gruppi target della vaccinazione pandemica convergono, anche a livello europeo e internazionale, nella direzione di offrirla prioritariamente, in prima battuta, a:

    • i soggetti a rischio perchè affetti da patologie croniche gravi;

    • il personale sanitario che deve garantire le prestazioni assistenziali;

    • il personale che garantisce gli aspetti di sicurezza del Paese (vigili del fuoco, polizia,protezione civile, etc);

    • il personale che garantisce la continuità dei servizi cosiddetti essenziali (acqua, energia, telecomunicazioni, rifiuti, etc).

    La seconda fase scatterà dal 31 gennaio 2010, quando ci saranno 16 milioni di dosi per la vaccinazione di bambini e giovani da 6 mesi a 27 anni, fascia d’età che, dai dati sull’andamento mondiale della malattia da aprile ad oggi, risulta essere la più colpita dall’infezione che, in tali soggetti, si trasmette più facilmente. Il Ministero sta definendo più in dettaglio, con le Regioni, le modalità operative e logistiche della campagna vaccinale ed il Piano vaccinale sarà valutato e approvato dall’Unità di crisi, prima di essere reso pubblico.Alla fine di questa campagna si prevede che venga vaccinato circa il 40% della popolazione, dato che “potrebbe comunque avere un effetto indiretto, sufficiente per impedire al virus di circolare velocemente”, come ha specificato il direttore del dipartimento Malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, Giovanni Rezza.