Influenza A: i consigli dei pediatri

Influenza A: i consigli dei pediatri

“In attesa di quello specifico, che sarà disponibile solo nelle prossime settimane, vogliamo ribadire l’importanza di premunirsi anche contro l’influenza stagionale - afferma il dr

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    Influenza

    Facciamoci caso, riguardo l’influenza A, si va avanti ad ondate, in certi periodi la patologia assume gli stessi toni palesando conseguenze catastrofiche alla stregua di una peste di manzoniana memoria, in altri peridi tutto tace e, anzi, i media si sforzano, su indicazione dei veri esperti del settore, di smorzare i toni, riducendo il tutto nelle giuste dimensioni. Il problema è che non è poi del tutto vero che quest’anno ci si è imbattuti in un ceppo virale particolarmente aggressivo, almeno così come è giunto a noi dopo mesi dalla sua prima apparizione.

    Vero è che a detta degli esperti questo virus si presenterebbe come un insieme di tre porzioni di agenti virali che congloba tre diversi aspetti differenti l’uno con l’altro, ma c’è anche da considerare che parliamo, almeno per quest’anno, di un agente virale che ha smorzato parte della sua carica nei mesi intercorsi dai primi contagi fino ad oggi; ciò non toglie che quando parliamo di influenza virale, determinata da qualsiasi agente da qualsiasi parte del pianeta proveniente, si tende ad ingigantire da una parte gli effetti nefasti del virus e dall’altra a sottovalutarlo in toto.

    Intanto ricordiamo che neanche la parola pandemia dovrà preoccupare, tutte le influenze stagionali sono pandemie, interessando più di due Continente per volta, ma chi crede che pandemia sia sinonimo di morte e di sciagure… si sbaglia di grosso!

    Di contro, nessuna influenza è innocua, anche quella provocata dal virus ritenuto meno aggressivo. Il virus e potenzialmente mortale, qualsiasi agente virale può uccidere, si tratta di capire come reagisce l’organismo del soggetto interessato dal contagio. Ecco perché si è sempre posta particolare attenzione allo stato di salute di coloro che possono incorrere in una qualsiasi influenza, atteso che le multipatologie di cui è affetto un paziente, l’appartenenza a categorie a rischio, o in sofferenza per determinate patologie soprattutto a sfondo respiratorio, sono da attenzionare e per questo l’indicazione è quella di procedere al vaccino per questi soggetti. Così, per finire, bisogna anche sfatare la tendenza di considerare una malattia virale del tutto incurabile; neanche questo è vero, oggi, in aggiunta ai vaccini, esistono validi presidi farmacologici che si oppongono adeguatamente ai virus in generale, persino al virus dell’AIDS, ne deriva che, pensare all’ineluttabilità di una malattia virale in chi ne è colpito equivale allo stesso modo errato di confrontarsi con la patologia senza porre nessuna barriera ad essa.

    I consigli del pediatra

    Detto ciò registriamo quanto dicono gli esperti, ancora una volta interpellati, riguardo l’influenza A; ovvero, niente allarmismi ma una serie di consigli utili per ridurre le possibili fonti di contagio da influenza per i bambini. Infatti, stavolta, a dispensare consigli utili sono i responsabili della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS) che invita i genitori alla prevenzione con l’informazione, una corretta igiene e il vaccino. Intanto, cosa fare? “Lavarsi accuratamente le mani con acqua calda e sapone, asciugandole con cura; usare fazzolettini di carta usa e getta; starnutire, in mancanza di fazzoletti, all’interno del gomito, sui propri vestiti; non “tossire” di fronte agli altri; non toccarsi il naso con le mani. E, in caso di malattia, usare le mascherine”.

    C’è poi il capitolo vaccino.

    “In attesa di quello specifico, che sarà disponibile solo nelle prossime settimane, vogliamo ribadire l’importanza di premunirsi anche contro l’influenza stagionale – afferma il dr. Giuseppe Di Mauro, presidente della SIPPS – una malattia che ogni inverno interessa dal 10% al 30% della popolazione pediatrica. La “suina” non deve infatti farci sottovalutare i rischi dell’influenza “classica” con una morbilità e una sintomatologia spesso ben più gravi. È fortemente raccomandabile, quindi, che tutti i bambini, particolarmente quelli di età inferiore a 5 anni, vengano vaccinati al più presto. Quelli con meno di 9 anni che non lo sono mai stati vanno sottoposti a due dosi a distanza di un mese l’una dall’altra. In ogni caso, non appena il rimedio contro l’influenza A sarà disponibile consigliamo di somministrarlo. La doppia vaccinazione, anche a distanza ravvicinata, è possibile senza alcun rischio o effetto collaterale”. Niente allarmismo però, perché come rileva Susanna Esposito, segretario SIPPS e responsabile del gruppo di lavoro della Società sull’influenza, “la grandissima parte dei bambini che soffrirà dell’H1N1 andrà incontro a una sintomatologia lieve, con qualche giorno di febbre, mal di gola e tosse”.

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