Influenza 2011: al ritorno a scuola è boom influenzale

Influenza 2011: al ritorno a scuola è boom influenzale

Il rientro a scuola è sinonimo di fine delle vacanze, ma non solo, anche di un altro ritorno sgradito, quello dell’influenza, che si diffonde rapidamente tra gli studenti e li costringe a vacanze forzate

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    Ritorno a scuola e scoppia l'influenza

    Archiviate le lunghe vacanze natalizie, tra bagordi gastronimici, regali, feste e leccornie, è arrivata l’ora di tornare, per migliaia di bambini e di giovani italiani, tra i banchi di scuola. Le scuole hanno riaperto e il primo ospite indesiderato tra i corridoi degli istituti scolastici sembra essere il virus influenzale: al rientro a scuola, è già allarme influenza, che costringerà a giorni di assenza dallo studio centinaia di giovani del Bel Paese.

    Proprio così, con il tanto temuto rientro a scuola, dopo la lunga pausa natalizia, coincide anche un altro spiacevole ritorno, quello del virus influenzale. Come ogni anno, anche in questo 2011, il rientro a scuola dopo l’Epifania è sinonimo di boom influenzale tra bambini e ragazzi.

    Le previsioni degli esperti parlano di cifre poco rassicuranti: secondo le stime ufficiali saranno circa due milioni i giovani italiani che, al termine della tradizionale stagione influenzale, si ammaleranno, ma, fortunatamente, con sintomi lievi o moderati.

    “I più giovani, quando sono a scuola, diventano dei veri ‘untori’: stando tutti insieme si contagiano a vicenda, e sono più suscettibili al virus perchè il loro sistema immunitario non ha le difese sviluppate nei decenni dai loro genitori. Quindi si ammalano, tornano a casa e contagiano anche gli adulti. Per questo in genere con il ritorno a scuola dopo le feste si assiste all’impennata dei casi che porterà al picco, previsto tra fine gennaio e inizio febbraio” ha sottolineato il professor Fabrizio Pregliasco, virologo all’Università di Milano.

    Veicoli inconsapevoli del virus dopo le vacanze di Natale, vittime e prede facili dell’influenza, ma non solo, infatti, come evidenzia l’esperto “i giovani sono più suscettibili ma anche più resistenti, ossia si ammalano di più, ma quasi sempre il tutto si risolve con due o tre giorni a letto”.

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