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Infezioni: si affina la lotta alle malattie infettive

Infezioni: si affina la lotta alle malattie infettive

Il sistema di introduzione di un batterio nella cellula sfrutta la capacità di interazione fra la tossina generata dal batterio e, oggi si sa, non meno di 39 proteine, alcune di esse, di volta in volta sfruttate a seconda del tipo di cellula da colonizzare

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    Ci si è chiesti come mai,semplicemente toccando una maniglia infetta di una porta, ci si sarebbe potuti a propria volta infettare, teoricamente, si intenda, non sempre è così facile essere sopraffatti da agenti patogeni, ma soprattutto ci si è domandati il motivo secondo il quale batteri tanto diversi potessero interagire con diversi tipi di cellule dell’organismo con un singolo attacco.

    Tutte domande che si son fatti ricercatori con a capo il dott. Matthias Selbach del Centro Max Delbrück per la medicina molecolare (MDC), in Germania con l’aiuto della tecnica di indagine sviluppata dal professor Matthias Mann dell’Istituto Max Planck (MPI) sempre in Germania,grazie ad una ricerca finanziata dalla UE, nell’ambito del progetto integrato in tema di “Scienze della vita, “Interaction proteome”, pubblicando le conclusioni nella rivista scientifica Cell Host and Microbe.

    Le risposte che gli scienziati son riusciti a darsi fin’ora riguardano la possibilità vantata dai batteri di produrre una tossina in grado di danneggiare le cellule che gli agenti patogeni vanno ad occupare sovvertendone la struttura, non ultima la capacità di questi batteri di replicarsi e dunque uccidendole, non prima di aver sottratto all’ “ ospitante “, suo malgrado, le stesse basi vitali che consentono ad una cellula di vivere.

    Il sistema di introduzione di un batterio nella cellula sfrutta la capacità di interazione fra la tossina generata dal batterio e, oggi si sa, non meno di 39 proteine, alcune di esse, di volta in volta sfruttate a seconda del tipo di cellula da colonizzare, questo spiega l’altro enigma che fino a ieri non dava sufficienti delucidazioni circa la capacità dei batteri di andare ad aggredire cellule tanto differenziate e diverse fra di esse.

    Tale risultato scientifico rappresenta un grande passo avanti nello studio di quei farmaci che meglio si possano opporre all’azione di microrganismi patogeni, sicuramente molto meglio di quanto è stato fatto sino adesso, perché ciò presume la futura esistenza di quelle sostanze farmacologiche che non solo andranno ad interferire sull’ospite, ma anche sul sistema che esso adotta per aggredire l’organismo.

    La constatazione, in laboratorio, di quanto avviene durante un’infezione è stata resa possibile da un nuovo metodo che comprende l’utilizzo della spettometria di massa ad alta risoluzione, gli scienziati sono riusciti a fare lo screening di diverse proteine contemporaneamente esaminando i siti cellulari bersaglio delle tossine.
    Insomma, un futuro fatto di nuovi chemioterapici presto in uso della medicina pratica, comincia a schiudersi all’orizzonte.

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