Infarto: tecniche per la diagnosi

Infarto: tecniche per la diagnosi

Secondo stime recenti almeno il 10% delle persone che hanno disturbi alle arterie ha avuto un infarto silente con tracciabilità, altrettante non hanno riportato dei segni concreti ai tessuti e alla frequenza

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    Infarto da Stress

    Avviene che l’infarto nel 10% dei casi non si manifesti con i completi sintomi della ischemia, per cui i malati, si ritiene un terzo delle persone che soffrono di patologie cardiache gravi, non si accorgono di aver avuto degli episodi di infartuazione e non ne risentono direttamente.

    Chiamato anche killer silenzioso, proprio perché si muove senza troppi preavvisi, l’infarto nella maggior parte dei casi si manifesta così: un senso di oppressione e di eccessiva stanchezza, quasi un soffocamento completo, dolore al torace che colpisce verso lo sterno, irradiamento di calore verso il collo con un senso di stiramento, che arriva fino alla spalla e al braccio, dolore alla zona addominale e senso di sudoramento freddo e svenimento. L’infarto può essere avvertito da stanchezza eccessiva o da svenimento, come anche da tosse, nausea e conati di vomito.

    Non è detto che i sintomi si presentino nello stesso momento tutti e contemporaneamente, a volte possono anche non presentarsi affatto, fin tanto che non si tratti di un quadro completo. Quando non si presentano questi sintomi allora si parla di infarto silente o infarto silenzioso.

    Le persone che hanno avuto almeno un infarto nella vita e che non si sono mai rese conto di averlo avuto sono almeno duecentomila, secondo le statistiche nei paesi occidentali, ma non tutti sono stati vittima di un episodio “importante” si stima che siano almeno lo stesso numero le persone che non hanno avuto tracciabilità.

    Una nuova tecnica diagnostica studiata del Centro Medico della Duke University ha stimato gli infarti al Miocardio nascosti. L’infarto si può solo tracciare attraverso un esame di elettrocardiogramma, se ne notano i segni e si capisce che c’è stato un episodio infartuale, ma non ci sono altri segni premonitori se è silente. Grazie alla risonanza magnetica cardiovascolare – delayed enhancement cardiovascular magnetic resonance, o DE-CMR – si noteranno le cicatrici lasciate sul cuore e si misureranno i danni in gettito e frequenza.

    Le immagini sono tratte da bestsyndication.com

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