Infarto: nuovi predittori della malattia coronarica

Infarto: nuovi predittori della malattia coronarica

Studio americano ci palesa il numero ed il tipo di eventuali predittori di malattia cardiaca, anche quelli in grado nel breve tempo di causare i più gravi eventi cardiovascolari

da in Analisi Mediche, Infarto, Malattie
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    infarto del miocardio

    La malattia coronarica strettamente correlata con eventi cardiovascolari può oggi essere più facilmente e tempestivamente diagnosticata mediante tutta una serie di indagini affidate alle analisi del sangue. In questo modo sarà possibile prevedere l’eventuale rischio reale che un paziente cardiopatico incontra durante la propria vita, fino a scoprire il possibile più grave fattore di rischio che possa mettere in pericolo persino la sua stessa vita.

    A stabilirlo Svati H. Shah, della Duke university di Durham (Stati Uniti), e collaboratori che hanno svolto approfonditi studi scientifici su 10 mila pazienti ricoverati per un cateterismo cardiaco e sui quali si è visto che esistono specifici profili metabolici nel sangue periferico, inediti predittori di malattia, quando in alta concentrazione, di eventi cardiovascolari avversi.

    I pazienti sono stati suddivisi anche in funzione dell’eventuale ipotesi patologica cui sarebbero andati incontro alla luce dei predittori di eventi cardiovascolari cui erano esposti, inoltre il gruppo di volontari sono stati suddivisi per sesso, età, razza, al fine di assistere alle eventuali differenziazioni esistenti quando i pazienti venivano classificati. La conclusione degli studi avrebbe evidenziato come metaboliti degli aminoacidi ramificati in alta concentrazione e del ciclo dell’urea quali possibili pericoli di incorrere nella malattia coronarica.

    Addirittura, hanno sottolineato i ricercatori statunitensi, un fattore composto da dicarbossilacilcarnitine ha predetto morte/infarto del miocardio ed è apparso associato con eventi cardiovascolari nel gruppo evento-ripetizione.


    Fonte foto:Medicinalive

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