Infarto miocardico acuto, sintomi e interventi da tenere in considerazione

Infarto miocardico acuto, sintomi e interventi da tenere in considerazione

L'infarto miocardico acuto si manifesta con un dolore intenso al petto e al braccio sinistro

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    L’infarto miocardico acuto può essere considerato a tutti gli effetti una sindrome coronarica determinata dall’ostruzione di un’arteria coronaria a causa della formazione di un trombo. Tutto ciò determina un ostacolo all’afflusso del sangue al cuore e in poco tempo le cellule miocardiche muoiono per ischemia. Le cause dell’infarto miocardico acuto sono da rintracciare in fattori genetici, in un’alimentazione scorretta e ricca di grassi, in uno stile di vita sedentario, nell’abuso di alcool.

    I sintomi dell’infarto miocardico acuto

    La prima cosa che deve far sospettare di essere alle prese con un infarto miocardico acuto è un forte dolore che si avverte al petto con un senso di oppressione. In genere il dolore tende ad irradiarsi al braccio sinistro. Il tutto è accompagnato da affanno, nausea, sudori freddi, senso di malore generale. Si può arrivare anche allo svenimento. E’ comunque da tenere in considerazione che i sintomi dell’infarto sono differenti da caso a caso. Ci possono essere anche dei casi in cui l’infarto miocardico acuto è asintomatico.

    Gli interventi da attuare in caso di infarto miocardico acuto

    La prima cosa da fare in caso di infarto è chiamare i soccorsi. Nell’attesa è bene restare sdraiati. Una volta arrivati al pronto soccorso, il medico sottopone il paziente ad una visita approfondita, ad uno o più elettrocardiogrammi e ad alcuni prelievi di sangue. Poi può essere eseguita anche una radiografia del torace, l’ecocardiogramma, il monitoraggio degli enzimi miocardici e l’elettrocardiografico in telemetria. Se il rischio viene riscontrato in maniera ingente, il paziente può essere ricoverato nell’unità coronaria, in terapia semintensiva coronaria o in medicina d’urgenza. Eventualmente il paziente può essere sottoposto ad un intervento di angioplastica coronarica transluminale percutanea.

    I migliori e peggiori ospedali italiani per il trattamento dell’infarto miocardico acuto

    Se teniamo in considerazione la mortalità a 30 giorni dal ricovero, le strutture sanitarie migliori in Italia sono: l’ospedale di Città di Castello, in provincia di Perugia (4,11%), l’ospedale Martini di Torino (4,26%), l’ospedale C.G. Mazzoni di Ascoli Piceno (4,26%). Le peggiori sono: il policlinico universitario Umberto I di Roma (22,95%), l’ospedale di Montebelluna (23,98%), l’ospedale S. Giovanni Evangelista di Tivoli (28,32%).

    Per l’esecuzione dell’angioplastica coronarica transluminale percutanea, i migliori ospedali nel nostro Paese sono: gli ospedali riuniti di Val di Chiana e Montepulciano, in provincia di Siena (5,47%), il presidio ospedaliero di Sant’Agata di Militello, in provincia di Messina (5,55%), l’ospedale Cervello di Palermo (5,62%). I peggiori sono: l’ospedale Mazzini di Teramo (40,55%), l’ospedale Loreto Mare di Napoli (42,42%), il policlinico universitario Umberto I di Roma (43,70%).

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