Infarto: meditazione, alleata della prevenzione

La meditazione trascendentale non solo è un’ottima tecnica per alleviare stress e tensioni, potrebbe anche ridurre la frequenza di comparsa dell’infarto

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    Meditazione contro l'infarto

    Infarto e attacco cardiaco hanno un nemico decisamente “etereo”, la meditazione: secondo un recente studio, infatti, sarebbe proprio la meditazione trascendentale l’arma vincente per contrastare la comparsa dell’infarto o, meglio, per ridurne la frequenza. Praticare regolarmente la tecnica di rilassamento può ridurre la frequenza degli attacchi cardiaci fino alla metà.

    La prevenzione della patologia cardiovascolare più diffusa e temuta, l’infarto, passa attraverso una buona dose di rilassamento, ma non uno qualunque: la meditazione trascendentale è la metodica prescelta per allentare tensioni, eliminare stress e ansie, ma anche per dimezzare il rischio di comparsa degli attacchi cardiaci o, perlomeno, la loro frequenza.

    Meditazione e prevenzione degli infarti vanno davvero a braccetto, almeno stando ai primi risultati degli studi condotti da un team di esperti del Medical College of Wisconsin, che sarà pubblicato a breve sulle pagine della rivista Archives of Internal Medecine.

    Il segreto di questa tecnica di rilassamento, che promette di allungare la vita, è il mantra, una parola o una frase ripetuta in modo continuo per circa venti minuti. E’ proprio questo ripetizione continua, fatta due volte ogni giorno, che sembra ridurre la pressione sanguigna, il colesterolo e l’ispessimento delle coronarie.

    ”Si tratta di uno studio agli inizi, ma per ora i risultati sono incoraggianti. Se la meditazione trascendentale dovesse confermarsi un metodo per prevenire attacchi di cuore, potrebbe diventare un affare anche da miliardi di dollari” ha sottolineato Norma Roenthal del National Institute of Mental Health.