Infarto: diagnosi e cura – gli ultracinquantenni a rischio

Infarto: diagnosi e cura – gli ultracinquantenni a rischio

La morte di Gigi Sabani dovrà far riflettere gli uomini ultracinquantenni su eventuali campanelli d'allarme da non sottovalutare mai

da in Infarto, Ipertensione, Malattie, Pronto Soccorso
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    La morte di Gigi Sabani deve fare riflettere gli uomini ultracinquantenni sulla necessità di controlli del loro stato di salute

    La tragica morte dello showman, Gigi Sabani, ci induce a diverse riflessioni, dopo lo sgomento di sapere che una ancor giovane vita possa spegnersi lasciando nello sconforto più totale un po’ tutti, oltre a quelli che con lui vivevano o lo conoscevano.

    Ma c’è una cosa che, più di tutti, sconvolge, il sapere che oggi l’attuale medicina è in grado di diagnosticare e curare con certezza un infarto, restituendo alla vita normale un paziente, dopo una degenza di alcuni giorni, eppure, vuoi per trascuratezza del singolo, vuoi perché, in salute, tutte le altre faccende della vita, hanno sempre priorità assoluta su tutto, benessere fisico compreso, è, purtroppo ancora possibile, oggi, che si possa giungere, impreparati, di fronte ad un evento che, indipendentemente da tutto, all’età che aveva l’eclettico imitatore, per un uomo, deve considerarsi a rischio infarto.

    Col senno di poi, è fin troppo facile parlare, giudicare, ipotizzare, i fatti, ma una cosa è certa, 55 anni per un uomo, pur compatibilmente con la vita condotta e con lo stress accumulato, sono da considerarsi a rischio, anche se la vitalità di un adulto è tale da non dare troppo peso ai sintomi che, silenti, compaiono sovente e che, quasi sempre,sono riferiti ad altre cause, ma, ancor più nel caso di personaggi, come quelli dello spettacolo, ma a questi si potrebbero aggiungere anche politici, managers, in generale, persone, insomma, che per la vita che conducono, sono quotidianamente sottoposti a continue tensioni, ancora più violente se si considera che nel bilancio dell’esistenza di un’attuale 55 enne, v’è spazio per una progettualità di vita a lunga scadenza e per un bilancio concomitante di ciò che si è fatto e che si intende ancora fare.

    Tutte situazioni compatibili, certamente, con lo star bene, ma ciò, senza trascurare un fisico che, pur se ancora giovane, per troppo tempo, è stato sollecitato da continue tensioni, dal famoso logorio della vita moderna che coinvolge, più o meno tutti e molto di più, man mano che si salgono i gradini del successo.

    E, dunque, come per Sabani, per qualsiasi altro uomo, giunto alla soglia dei 50/55 anni, è indispensabile che ci si sottoponga a tutta quella serie di controlli miranti ad individuare eventuali disturbi cardiaci, ipertensioni, eventuali turbe del ritmo, eventuale insorgenza di malattie metaboliche, quali il diabete, ad esempio, così come l’eventualità di una ipercolesterolemia o ipertrigliceridemia e comunque, anche in assenza di sintomi, un qualsiasi esame ematico, accompagnato da eventuali indagini strumentali, è quasi sempre in grado di scoprire, eventualmente sul nascere, l’insorgenza di patologie cardiache o piccoli campanelli d’allarme, molto importanti, ai fini diagnostici per queste e per altre gravi malattie.

    Quando poi i malesseri si fanno improvvisi, ma molto sfumati, occorre non avere indugi e la cosa migliore da farsi, in questi casi, è raggiungere al più presto un pronto soccorso, anche se, persino per gli interessati, i sintomi, proprio per il fatto di indurci a riferirli ad altre patologie minori, sono così confusi da far ritenere che il ricorso a qualche blando rimedio farmacologico sia più che sufficiente per sistemare la “fastidiosa” situazione.

    Assolutamente no! il pericolo di un infarto devastante e, dunque, letale, può essere in agguato, a volte anche preceduto da un malore passeggero che pare risolversi nel breve periodo, ma che può, invece, essere, improvvisamente seguito, dall’evento drammatico e irreversibile.

    Un dolore toracico che, spesso, non si riesce ad inquadrare bene, poiché tende ad irradiarsi qua e là, un dolore riferito al braccio sinistro, anche se non violento, spesso solo come un risentimento, eventuali formicolii ad uno o ad entrambe le braccia, persino un dolore a tutta l’arcata dentale, così come uno stato di nausea, accompagnato dai suddetti sintomi, una sudorazione profusa, che non si riesce a spiegare, a volte perché è la stessa ansia che patiamo di fronte al fatto di non capire che cosa ci stia capitando, a provocarla, per non parlare di sintomi più specifici come l’annebbiamento della vista, accompagnato da capogiri, le difficoltà evidenti nel formulare un pensiero e trasferirlo agli altri con le parole, sono proprio questi i più comuni campanelli d’allarme, che impongono il ricorso, immediato, presso un pronto soccorso.

    Non è detto che ci troviamo di fronte ad un infarto in atto o lì da venire, o ad un eventuale accidente vascolare a carico di qualsiasi distretto dell’organismo, ma solo in una struttura sanitaria, dopo aver sottoposto il paziente a quelle indagini di rito, previsti dai protocolli terapeutici di fronte a tali sintomi, sono in grado di escludere o meno la presenza di uno stato infartuate o a repentaglio per altre gravi patologie.

    Tutto ciò, senza considerare il fatto che fattori di rischio, come l’obesità, il fumo, l’ipertensione, l’aumento dei grassi nel sangue, l’eventuale predisposizione familiare alle malattie cardiovascolari, appunto, l’età, che per un uomo di 50/55 anni è già definita a rischio, sono fattori aggiuntivi, che, a maggior ragione, in presenza dei sintomi di cui sopra, dovranno rendere ancora più sollecito, il ricorso presso un centro sanitario attrezzato da parte del soggetto che si trovi in queste condizioni e, in questo, compito di chi gli sta accanto sarà quello di tranquillizzarlo, per non aggravare lo stato d’ansia del paziente e al contempo allertare un’unità mobile, immediatamente, al fine di trasportare il congiunto presso una struttura ospedaliera idonea a fronteggiare l’eventuale problema.

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