Infarto: arriva un modernissimo antiaggregante

Infarto: arriva un modernissimo antiaggregante

Ciò da quando si vide che in aggiunta alle proprietà antipiretiche, ovvero di abbassare la febbre, antinfiammatorie, non per niente è considerato il farmaco antinfiammatorio non steroideo (FANS ) per eccellenza e capostipite di tutti gli altri, l’acido acetilsalicilico deteneva e tutt’ora detiene importanti proprietà antiaggreganti

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    infartuato

    Sono passati vent’anni da quando si è ravvisata l’esigenza di somministrare antiaggreganti ai pazienti in preda ad infarti cardiaci, o nella prevenzione degli stessi. Primo baluardo in questa allora innovativa terapia, per’altro sempre attuale, è stato rappresentato dall’Aspirina

    Ciò da quando si vide che in aggiunta alle proprietà antipiretiche, ovvero di abbassare la febbre, antinfiammatorie, non per niente è considerato il farmaco antinfiammatorio non steroideo (FANS ) per eccellenza e capostipite di tutti gli altri, l’acido acetilsalicilico deteneva e tutt’ora detiene importanti proprietà antiaggreganti.

    Ma col tempo si vide che se l’Aspirina aveva sicuramente tali proprietà, da sola poteva immaginarsi utile solo nella prevenzione degli accidenti vascolari, ma nell’acuto era necessario un altro antiaggregante che era stato ravvisato nel clopidogrel che ha svolto egregiamente il suo “lavoro” al punto che ha strappato da morte certa una buona dose di infartuati.

    Ma si sa, la scienza fa passi da gigante da un anno ad un altro ed ecco presentarsi all’attenzione del mondo scientifico un modernissimo antiaggregante il cui principio attivo è il ticagrelor che, a detta dei ricercatori rispetto al clopidogrel, “ogni mille persone trattate salva la vita ad altre 9, risparmia 11 infarti e 3-4 trombosi dello stent (il tubicino che si inserisce per tenere aperta la coronaria), come ci dicono i cardiologi.

    Questo perché il ticagrelor è già farmaco “attivo” (il clopidogrel deve essere attivato dal fegato e nel 30-40 per cento dei casi c’è un difetto che porta alla “resistenza”) e blocca quindi le piastrine in maniera molto rapida, ma reversibile in 24 ore dalla sospensione».

    E’ quanto è emerso al Congresso dell’American Heart Association, ma con una avvertenza importante da ricordare; tale innovativo farmaco antinfarto non giungerà sul mercato prima del 2011; fino ad allora dovremo barcamenarci con i farmaci attuali.

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