Incontinenza urinaria: ma più paure a confessarla

Incontinenza urinaria: ma più paure a confessarla

Esistono le cure, eppure i pazienti hanno ritrosie ad ammettere di soffrire di Incontinenza Urinaria

da in Incontinenza Urinaria, Malattie
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    Se scappa improvvisamente la causa potrebbe essere l'incontinenza urinaria

    Se scappa improvvisamente la causa potrebbe essere l'incontinenza urinaria

    Difficile da quantificare e non perché manchino tecniche diagnostiche idonee, quanto per la ritrosia del paziente a “confessare”, a chi gli sta attorno, medico compreso, il particolare disagio di cui soffre e che gli crea imbarazzo, questo fatto mette in moto, una sorta di “circolo vizioso” che coinvolge anche il medico, evitando allo stesso di informarsi col paziente del suo disturbo, se non appositamente sollecitato a farlo; parliamo di incontinenza urinaria.

    I dati del fenomeno
    Questa ritrosia ad ammettere di soffrire di incontinenza urinaria ha falsato i dati che riguardano la diffusione del problema, ben lontani da quelli reali,ragion per cui, i riscontri epidemiologici della malattia, risulterebbero in difetto e, nonostante ciò, individuano, nella popolazione femminile, una prevalenza del disturbo che va oltre il 25% , prescindendo dall’ età e con una percentuale, prossima al 10% di pazienti che soffrono di un’ esacerbazione grave della patologia e che il fenomeno sia diffuso in larga misura, ce lo testimoniano anche i costi, in termini economici, che gravano sul S.S.N. italiano e che, pur basandosi su un rapporto vecchio di dieci anni, evidenziava, già da allora, in ben il 64% della spesa sanitaria complessiva, il costo per l’ acquisto di ausili e presidi vari per l’ incontinenza urinaria.

    Classificazione della patologia
    La moderna medicina ha classificato tre tipi di incontinenza urinaria diffusa nella popolazione, Il primo definita da sforzo, che riguarda, prevalentemente le donne e che è spesso l’adattamento dell’organismo ad una gravidanza e al parto, il disturbo sarebbe provocato dalla involontaria perdita delle urine a causa dello stimolo derivante dalla pressione indotta all’ interno dell’ addome, dopo uno sforzo,addirittura, nelle forme più severe, anche a seguito di uno starnuto o di una risata.
    Un’ altra forma nota, è quella definita da urgenza che si palesa quando il paziente avverte un’ improvvisa e impellente necessità di urinare senza che possa mettere in atto alcun meccanismo per frenare lo stimolo e senza che questo sia preceduto da alcun segnale di avvertimento. In ultimo, nella forma definita, mista, ci troviamo dinnanzi pazienti che si potrebbero annoverare nella prima, come nella seconda fascia.

    Terapia medica e chirurgica
    Nell’ incontinenza urinaria definita d’ urgenza, la terapia e quasi esclusivamente medica, anche se, nelle forme più impegnative, si preferisce trattare il paziente chirurgicamente in maniera poco invasiva, in modo da risolvere il problema senza traumi.
    Di più difficile approccio e soluzione è l’ incontinenza da sforzo, quasi esclusivamente di pertinenza chirurgica e successivamente riabilitativa. E qui torniamo alle resistenze del paziente,soprattutto donna, spesso ancor giovane, a palesare chiaramente questo tipo di disturbo che, nel lasso di tempo che intercorre dalla sua diagnosi, passa, a volte, per diversi stadi, che, nel tempo, ne peggiorano lo stato.

    Da un’ indagine effettuata da Astra/Demoskopea, è emerso che il 50% delle donne intervistate dichiara, in incognito, di risentire gravemente del problema, al punto da modificare, sempre di più e in peggio la propria vita, tanto da considerare il fenomeno la conseguenza dell’età che avanza e che le induce a ritenersi persino invalide, con successiva perdita di autostima e problemi di ordine psicologico, aggravate dal fatto, che, queste pazienti, finiscono col rinchiudersi in se stesse, come ci dice il dott. Enrico Finzi, sociologo e presidente di Astra/Demoskopea: “In definitiva la soluzione migliore è parlarne, se di un problema se ne parla c’è una caduta di ansia e del senso di solitudine e l’inconfessabile diventa socialmente accettato”. I farmaci per la risoluzione del problema non mancano, ultimamente si era anche parlato della duloxetina, un antidepressivo che aveva manifestato effetti positivi sul disturbo, tuttavia lo stesso preparato è stato al centro di un dibattito fra studiosi, imputato per essere causa di effetti collaterali in alcuni pazienti, fatto che ne avrebbe un po’ scoraggiato l’utilizzo da parte dei medici. Ciò che è importante è, comunque, non solo sapere che esistono, attualmente sostanze farmacologiche attive per il problema, quanto apprendere che la stessa classe medica si avvale adesso di strumenti che aiutano ad individuare più agevolmente il disturbo.
    Da “ ninfea” un serio strumento contro l’ incontinenza urinaria

    Fra questi indichiamo il progetto “Ninfea”,sviluppato dalla “Fondazione Italiana Continenza”, nato dalle esperienze che hanno visto impegnati diversi Paesi del mondo nella lotta a questa affezione e che si tramuterebbe in un sistema da destinarsi ai medici di base, nonché ginecologi e urologi, che prima di altri sono investiti dal problema che viene affrontato con un approccio diagnostico più facilitato da una sorta di screening di massa; il successo del progetto è dovuto alla semplicità d’utilizzo basato su una guida ai successivi controlli seguita da un questionario destinato ai pazienti che consente al medico di indirizzarli verso idonei percorsi diagnostici e poi terapeutici.

    La conclusione a questo punto è solo una;raccomandare al paziente di non avere mai timore di palesare il disturbo, a maggior ragione appresa l’esistenza di farmaci adatti a curare l’incontinenza urinaria, ciò, soprattutto,per evitare frustrazioni inutili, consapevoli che di incontinenza urinaria, si può guarire.

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