Incontinenza urinaria: in pediatria la percentuale di piccoli pazienti è cospicua

Incontinenza urinaria: in pediatria la percentuale di piccoli pazienti è cospicua

Il problema dell'incontinenza urinaria nei bambini è molto più frequente di quanto sembri e per questo andrà affrontato

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    Si conta che su 100 bambini un numero variabile dai 5 ai 10 soffra di incontinenza urinaria, un fenomeno questo che finisce col riflettersi anche sulla vita dei piccoli pazienti generando senso di insicurezza, tensioni e fastidi a vario titolo soprattutto quando i bambini, una volta fattisi più grandi, intendono sperimentare una propria autonomia effettuando, ad esempio, viaggi o gite scolastiche senza la presenza degli adulti e finiscono col sentirsi frustrati da questo problema.

    La pipi a letto, detta enuresi e la stessa incontinenza urinaria con perdite di urina sia di giorno che di notte, sono manifestazioni complesse che nel primo caso tendono a risolversi spontaneamente con l’età, nel secondo possono essere l’espressione di una causa più seria, pensiamo ad una qualche malformazione congenita delle vie urinarie e persino del sistema nervoso. In questi ultimi casi la percentuale di bambini affetti dal problema è molto più bassa, l’uno per mille, ciò non significa, tuttavia, che tali patologie debbano essere trascurate dalla medicina moderna tant’è che una settimana fa si è svolto un congresso che ha chiamato a raccolta a Roma superesperti del problema accorsi da mezzo mondo con un’iniziativa dal nome suggestivo: “Letto Asciutto” volta ad indagare il problema dell’incontinenza urinaria in età pediatrica in tutte le sue n numerose sfaccettature.

    A volere l’iniziativa l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù della Capitale d’Italia punto di riferimento di livello internazionale per la ricerca biomedica e la salute di bambini e adolescenti, presso la Pontificia Università Urbaniana, anche per elaborare Linee Guida, per il Corso Educazionale europeo dell’International Children Continence Society. Durante l’incontro si è anche posto l’accento a quelle problematiche annesse alla patologia quando sia essa stessa espressione di una malformazione congenita, soprattutto in vista del fatto che in questo caso, senza che si intervenga, il problema è destinato a rimanere insoluto per tutta la vita del paziente anche da adulto.


    Ma l’incontro è stato parimenti importante poiché in quella sede si è tratteggiata l’importanza dell’informazione che dovrà essere data ai genitori che, senza reticenze alcune, dovranno parlare col proprio medico curante del fastidio riscontrato nei bambini, ben sapendo che non di un fatto isolato si parla, così come, affinché si giunga ad una soluzione del problema dovrà intervenirsi discernendo le due diverse incontinenze, quella diurna con quella notturna che andranno affrontate in due momenti diversi. . Inoltre spesso è sufficiente non essere dei genitori punitivi e incoraggiare il proprio figlio, non facendolo sentire solo, per sortire gli effetti positivi auspicati.

    Le famiglie devono sapere che i rimedi ci sono – ha affermato Mario De Gennaro, primario urologo dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e presidente della Società Italiana di Urodinamica – dai semplici corretti stili di vita alle tecnologie più sofisticate come le neuromodulazioni, e la somministrazione di terapie farmacologiche innovative”.”L’incontinenza urinaria – ha sottolineato De Gennaro – è l’ultimo tabù e la scienza medica sta perfezionando la tecnologia e la chirurgia dell’incontinenza, di pari passo però deve andare l’informazione sui possibili rimedi”.

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