Incontinenza urinaria da stress: sintomi, rimedi e terapia

Incontinenza urinaria da stress: sintomi, rimedi e terapia
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    L’incontinenza urinaria da stress si manifesta con diversi sintomi. Scopriamo quali sono i rimedi e la terapia. A differenza di quanto si possa pensare sulla falsa scia suggerita dal nome, non si tratta di un tipo di incontinenza correlata allo stress psicologico. E’ quella da sforzo, che si può verificare in seguito ad un movimento fisico, come, per esempio, il sollevamento di carichi pesanti, o anche in seguito a tosse o starnuti che metterebbero sotto stress, sotto pressione, la vescica, determinando la perdita involontaria di urina.

    I sintomi caratteristici dell’incontinenza urinaria da stress consistono nella perdita involontaria di urina, quando ci si trova in una situazione di sforzo. Le perdite si possono verificare quando si sollevano oggetti pesanti, quando ci si alza, si ride o quando si ha la tosse o si starnutisce. Queste occasioni diventano più pressanti, determinando il problema, soprattutto quando la vescica è piena. In questi casi, un’attività di pressione che aumenta sempre di più può rendere più facile il verificarsi dell’incontinenza.

    Le cause dell’incontinenza urinaria da stress sono da identificare in un cattivo funzionamento dei muscoli della vescica: essi possono essere deboli e mancare nel controllo del rilascio dell’urina. Una debolezza dei muscoli che sostengono la vescica si può verificare a causa di molti fattori. Influiscono le infezioni del tratto urinario, l’obesità, il fumo con conseguente tosse, il diabete, il consumo di alcol e di sostanze eccitanti del sistema nervoso. Fattori determinanti appaiono le malattie che provocano tosse cronica o starnuti. Anche alcuni sport, come il tennis o il sollevamento pesi, possono essere determinanti. In particolare negli uomini uno dei fattori più comuni che portano al disturbo è rappresentato dall’intervento chirurgico per la rimozione della prostata. Nelle donne, invece, i muscoli pelvici possono danneggiarsi durante il parto.

    La diagnosi per l’incontinenza urinaria da stress comprende vari tipi di esami. Il medico procede, come prima mossa, ad un’osservazione fisica totale, concentrando la propria attenzione sull’addome e sui genitali. Si procede prelevando un campione di urine, le quali vengono analizzate, per riscontrare, eventualmente, tracce di infezioni o di sangue. Può essere richiesto anche un esame neurologico, allo scopo di verificare possibili problemi di carattere sensoriale. Inoltre il medico può richiedere un test urinario da sforzo, utile per osservare le perdite di urine, quando ci si ritrova a fare uno sforzo tossendo.

    Fra gli altri test che si possono eseguire c’è anche la misurazione della pressione nella vescica e nella parte del corpo che la circonda.

    L’esame prende il nome specifico di cistometria, che viene abbinata spesso ad un altro test, il quale, utilizzando gli ultrasuoni, riesce a fornire delle immagini della vescica nel corso del suo riempimento e dello svuotamento. Si può procedere anche, fra gli esami specialistici, a quello che consiste nella misurazione dell’urina residua. Se si soffre di incontinenza urinaria, infatti, la vescica può anche non svuotarsi totalmente. Si può misurare la quantità di urina residua, facendo passare un catetere nella vescica attraverso l’uretra. Il tubicino sottile drena l’urina presente e questa può essere poi misurata. Una procedura alternativa all’inserimento del catetere è rappresentata dall’esecuzione di un’ecografia.

    Fondamentale, per rimediare all’incontinenza urinaria da sforzo, appare il cambiamento dello stile di vita. Sarebbe importante smettere di fumare e perdere i chili di troppo, evitare di consumare bevande che contengono caffeina e alcol, programmare il consumo di liquidi nel corso della giornata e l’andare in bagno, per favorire lo svuotamento della vescica. Potrebbero risultare utili gli esercizi per mantenere in allenamento i muscoli del pavimento pelvico. Il fisioterapista può suggerire gli esercizi di Kegel, che hanno l’obiettivo di rinforzare i muscoli pelvici. E’ opportuno curare l’alimentazione, aggiungendo fibre al proprio regime dietetico. La costipazione derivante dall’assunzione di poche fibre, infatti, può aggravare l’incontinenza. Non bisognerebbe esagerare con l’assunzione di liquidi, perché si corre il rischio di urinare più frequentemente.

    Se non si riesce ad eliminare il problema con i cambiamenti dello stile di vita, il medico può consigliare una terapia basata sull’intervento chirurgico. Esistono tanti tipi di interventi per sostenere la vescica e migliorare la chiusura dello sfintere. Possiamo ricordare, ad esempio, la procedura di Sling, utilizzata soprattutto nelle donne: si ricorre all’impiego di tessuto sintetico, per formare una legatura a sostegno dell’uretra. Negli uomini viene usato più frequentemente l’impianto di uno sfintere artificiale. Altre procedure consistono nella colposospensione retropubica (si cerca di supportare l’uretra, stabilizzandola) e nell’uso degli iniettabili. Questi ultimi sono materiali che aumentano la pressione sull’uretra e favoriscono la chiusura dello sfintere.

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