In diminuzione la mortalità per infarto: ecco perchè

In diminuzione la mortalità per infarto: ecco perchè

La mortalità per infarto è diminuita negli ultimi dieci anni, soprattutto per merito del miglioramento degli stili di vita e dei progressi della ricerca scientifica

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    Diminuisce la mortalità per infarto

    Diminuisce il numero dei decessi causati dall’infarto: ecco la fotografia rassicurante del trend al ribasso della malattia cardiaca scattata da un recente studio, condotto da un team di esperti della Oxford University e pubblicato sulle pagine del British Medical Journal. Il taglio della mortalità, registrata dagli esperti britannici negli ultimi dieci anni, è da imputare a numerosi fattori, dalla maggiore attenzione allo stile di vita, alla prevenzione dei disturbi cardiovascolari, fino ai progressi della ricerca scientifica.

    Scende il tasso di mortalità, ma non dovrebbe mai abbassarsi il livello di guardia, anzi. La tendenza positiva, al ribasso, dei decessi per infarto cardiaco dovrebbe essere interpretata come un segnale “forte e chiaro”, uno stimolo ulteriore a condurre stili di vita salutari, caratterizzati dalla giusta dose di attenzione alla propria salute cardiovascolare e non solo.

    Mai diminuire l’attenzione e, soprattutto, la prevenzione. Infatti, se il numero dei decessi diminuisce, seguono un trend diametralmente opposto gli episodi di attacco cardiaco, sempre più diffusi: si muore di meno, ma non ci si ammala di meno.

    Secondo i risultati della ricerca condotta dagli esperti britannici su circa 800 mila persone, il merito della diminuzione del tasso di mortalità è da attribuire a numerosi fattori: il miglioramento delle prestazioni sanitarie, la scoperta di nuovi farmaci, sia curativi sia preventivi, il cambiamento, in positivo, di alcune abitudini di vita, come l’alimentazione, meno ricca di grassi animali, lo sport e la riduzione del fumo di sigaretta.

    Una tendenza meno rassicurante quella registrata, dal team di studiosi di Oxford nelle fasce più giovani della popolazione, nelle persone di età compresa tra i 35 e i 54 anni.

    Il motivo? La colpa è, soprattutto, della diffusione di sovrappeso, obesità e diabete.

    Tra i fattori positivi, che hanno permesso di tagliare la mortalità per infarto, c’è, ai primi posti, la ricerca. Un esempio, tra i più recenti e incoraggianti, è tutto italiano, pubblicato sulla rivista Cell death and differentiation. Alcuni ricercatori del Cnr-Istituto Multimedica di Milano sono riusciti a riportare le cellule cardiache adulte al loro stato embrionale, sfruttando la tecnica ideata sei anni dallo studioso giapponese Shinya Yamanaka e creando le cosiddette iPs, cellule staminali multipotenti indotte. La creazione di queste cellule staminali apre la strada a ulteriori sperimentazioni, per mettere a punto nuove cure rigenerative del cuore.

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