In aumento il numero di suicidi a causa della crisi economica: ecco perchè

In aumento il numero di suicidi a causa della crisi economica: ecco perchè

La crisi economica non provoca solo una serie di conseguenze finanziarie, mette anche in pericolo la salute e l’incolumità dei cittadini, incrementando il tasso di suicidi

da in Psicologia, suicidio
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    Suicidi in aumento per colpa della crisi

    La crisi economica, che sembra essere decisamente un “osso duro” da affrontare e da superare, rischia di avere effetti davvero deleteri non solo sull’economia. Anche la salute, mentale e fisica, dei cittadini, le prime vittime della congiuntura economica e finanziaria negativa, è in pericolo. Infatti, complice la crisi economica, aumenta in modo preoccupante il numero dei suicidi registrati in Italia.

    Imprenditori, operai, disoccupati, padri di famiglia, giovani e adulti: la crisi economica colpisce tutti i settori della società, tutte le persone, senza troppa distinzione. Sono il ceto medio, quello dei piccoli imprenditori, ma anche quello più basso dei lavoratori dipendenti e precari, i più colpiti dalla crisi, dai suoi contraccolpi difficili da “incassare”. Il “bollettino di guerra” degli ultimi mesi racconta una serie di casi di suicidi preoccupanti, dall’imprenditore sardo che, costretto a chiudere l’attività togliendo il lavoro a dipendenti e parenti, decide di togliersi la vita, fino a quello del portinaio napoletano, che ha scelto il gesto estremo, il suicidio, dopo aver ricevuto la lettera di licenziamento.

    La crisi economica non influisce solo sull’equilibrio finanziario delle persone, ma anche su quello psico-fisico, causando problemi psicologici di varia entità. Una conferma arriva anche da un recente studio a stelle e strisce in materia che ha indagato sull’impatto dei cicli economici sulla diffusione del suicidio (1928-2007), pubblicato dai Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) Usa, secondo cui il tasso di suicidio segue l’andamento dell’economia. Infatti, “il record negativo negli Usa si è registrato, non a caso, con la Grande Depressione: +22,8% in quattro anni” ha osservato Maurizio Pompili, responsabile del Servizio di prevenzione del suicidio dell’ospedale Sant’Andrea di Roma.

    Il fenomeno, negli ultimi tempi, sta assumendo contorni e dimensioni allarmanti.

    In Italia, tra il 2008 e il 2010, i suicidi collegati a motivi economici sono aumentati del 24,6%, mentre i tentativi di suicidio, scatenati dalle stesse difficoltà finanziarie, hanno avuto un incremento del 20%. “Il problema è che i fallimenti ci sono sempre stati, ma ultimamente le notizie delle morti hanno una cadenza allarmante. Emerge una particolare fragilità. Il suicidio non sia considerato una soluzione” ha aggiunto Pompili.

    E’ fondamentale non sottovalutare il fenomeno, ma attuare misure di prevenzione e sostegno. “Sapere che i suicidi aumentano in fase di recessione e crollano in periodi di espansione economica evidenzia la necessità di ulteriori misure di prevenzione di questo gesto proprio quando l’economia si indebolisce. Si tratta di un dato importante per i responsabili politici e per coloro che lavorano per prevenire il suicidio” ha sottolineato Mercy James, direttore ad interim del Cdc’s Injury Center’s Division of Violence Prevention.

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