In acqua dopo aver pranzato? “Ni”!

Un minimo di prudenza occorre sempre, ma da qui a dire che si muore per congestione digestiva facendo il bagno dopo pranzo, ce ne passa!

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    Nuotare dopo aver pranzato? Ni!

    L’estate è ancora lontana, per cui la raccomandazione, quasi sempre rivolta ai bambini, di non fare il bagno a ridosso dei pasti la si sente meno, semmai è più frequente assistere a raccomandazioni utili a convincere i piccoli a non bagnarsi poco dopo pranzo o cena, alimentando questa indicazione dal pericolo di eventuali congestioni ritenute mortali e comunque pericolose.

    Il timore, che tanto spaventava le nostre mamme e che tanto spaventa le attuali, è la congestione che provocherebbe un vero e proprio “ furto “ di sangue a livello intestinale per dirottarlo alla periferia, con conseguente blocco della digestione e conseguenza caduta della pressione arteriosa, collasso e possibile annegamento, per il conseguente stato di incoscienza derivato dal fenomeno. Ma uno studio, effettuato a New York, dalla University School of Medicine, metterebbe in dubbio questa antica teoria, a meno che, chi si tuffa in acqua dopo i pasti, non abbia assunto, contemporaneamente, bevande alcoliche.

    In acqua subito dopo pranzo?

    Ritornando al caso della congestione e ai meccanismi che la provocherebbero, secondo i ricercatori statunitensi, l’ intensità delle falcate per un nuotatore dilettante non richiederebbe, a livello dei muscoli delle braccia e della gambe, tanto di quel sangue, al punto da doverlo “ sequestrare” all’ apparato digerente rischiando il blocco della digestione. Discorso diverso se ci trovassimo di fronte ad un campione olimpionico, laddove, nonostante l’allenamento intensivo cui vanno incontro questi atleti, l’intensità degli sforzi è tale da rappresentare un serio pericolo per il proseguo della digestione. Nella normalità dei casi, invece, secondo la ricerca scientifica, solo l’ 1% degli annegamenti avvenuti in America, sarebbero avvenuti dopo un pasto. Semmai, molto più pericoloso tuffarsi in acqua dopo aver ecceduto con i drink alcolici, in questo caso,l’eventualità di morire annegati, una volta entrati in acqua, sale ad oltre il 25% .

    Il senso di responsabilità, innanzitutto

    La convinzione delle mamme, comunque, non è del tutto infondata se si consuma un pasto abbondante, che richiede quattro o cinque ore perché venga digerito, anche se è scarsa la conseguenza di una congestione, è buona norma non interferire sui processi digestivi con attività pesanti, ma alla stessa stregua di quanto si farebbe abbandonandosi a sforzi fisici anche fuori dall’ acqua, quali faticose passeggiate o vigorose pedalate in bicicletta. Diventa invece eccessiva tanta cautela, quando si consumano veloci snack, che non richiedono alcuna precauzione successiva.

    Curiosamente, pur consumando un pasto abbondante, correremmo minori rischi in acque tropicali dove sarebbe possibile tuffarsi,anche dopo aver consumato un pasto pantagruelico, il motivo, la temperatura dell’ acqua, in quelle zone,più elevata e che dunque non provoca quella vasocostrizione come avverrebbe in altre acque;ciò, senza mai trascurare quel minimo di prudenza che vale nei nostri mari, come in quelli esotici e ogni qualvolta si trascurano le norme fondamentali di cautela.