Impotenza: i “guai” arrivano dal biberon, dai piatti e dalle lattine

Impotenza: i “guai” arrivano dal biberon, dai piatti e dalle lattine

La reazione dell’industria chimica americana non si è fatta attendere

da in Alimentazione, Farmaci, In Evidenza, Malattie, Tumori, impotenza
Ultimo aggiornamento:

    bimbi e biberon

    Impotenti perché nel piatto si nasconde l’insidia; lo ha detto una ricerca scientifica californiana che è stata ripresa e analizzata dal settimanale “ Il Salvagente” e che avrebbe ampiamente dimostrato come l’impotenza da disfunzioni erettili maschili possa essere attribuibile anche a tutta la chimica che, inconsapevolmente siamo soliti portare in tavola e nello specifico imputato numero uno in questo contesto è il bisfenolo A ritrovato sia nei piatti che nelle lattine.

    La ricerca scientifica si è svolta su 230 operai cinesi che lavoravano la plastica in un’industria di Shangai a questi si sono aggiunti 404 lavoratori in altri settori. Il risultato è stato inquietante, i dipendenti delle fabbriche della plastica andavano soggetti ad impotenza o ad ogni altra disfunzione erettile quattro volte più degli altri. L’attuale conoscenza di tale ruolo della plastica che contenga Bisfenolo A, si aggiunge a quanto già noto, ovvero che tale componente era imputato per via dell’aumento dei rischi di tumori della prostata e del seno, diabete, malattie cardiache, problemi al feto e sterilità.

    “Sono necessarie altre indagini che esaminino gli effetti sull’essere umano e aiutino a stabilire strategie di prevenzione e politiche regolatorie”, ha detto De-Kun Li, coordinatore della ricerca ed epidemiologo presso la Kaiser Permanente secondo cui, però, la disfunzione erettile, più di altre malattie difficili da studiare, è un indicatore molto sensibile di un’esposizione non sicura.

    La reazione dell’industria chimica americana non si è fatta attendere. “Questo studio sugli operai della plastica fornisce nuove interessanti informazioni, ma la sua rilevanza per la media dei consumatori, che usano prodotti contenenti minime percentuali di Bpa, è limitata”, ha detto Steven Hentges dell’American Chemistry Council.

    Ma dove si trova il bisfenolo A

    Intanto, avvertono i ricercatori, tracci di bisfenolo si sono ritrovate nei biberon e la cosa assume una rilevanza ancora più inquietante se si pensa che fruitori di questi contenitori sono per lo più i bambini sui quali il componente chimico può interagire negativamente nel rilascio di sostanze endocrine, ovvero, ormoni e non solo.

    Ma se diamo uno sguardo al mondo degli adulti ecco l’altra amara sorpresa, le lattine che siamo soliti utilizzare per tante bevande sono pericolose e a causa del policarbonato che è previsto nella loro costituzione aggiunte al bisfenolo sono capaci di contaminare tutto.

    In Italia arriviamo in ritardo nell’attenzionare tali sostanze che entrano di prepotenza nelle nostre tavole, visto che in altri Stati d’0ltreoceno ci si è già rivolti al bando di queste sostanze chimiche. La Food and Drug Administration (Fda) e l’Agenzia per la sicurezza alimentare europea (Efsa) si sono attestate, invece, su una linea più blanda: pur accettando la pericolosità della sostanza, entrambe hanno rilevato che i livelli di esposizione al bisfenolo non sono tali da preoccupare e hanno fissato la dose giornaliera tollerabile a 50 microgrammi per kg di peso corporeo.

    Ma anche in altri elementi si annida il famigerato bisfenolo, lo si trova nelle verdure in scatola, anche sotto forma di zuppe e fagiolini tagliati, dove i livelli di questa sostanza è davvero rilevante e, fino adesso, da parte delle Autorità italiane nulla è stato fatto per arginare il fenomeno nonostante sia risaputo che la sostanza determini delle anomalie riproduttive ed un elevato rischio di cancro alla prostata o al seno, così come parrebbe sia responsabile di altre malattie quali il diabete e le malattie cardiache.

    In tutta Europa il silenzio delle tante nazioni contro tale sostanza e rotto dalla voce della Francia che auspica maggiori controlli e prese di posizione contro tale sostanza chimica, così come operato da un’Associazione Ambientalista, la Réseau Environnement Santé, che ha sottolineato la necessità di intensificare i controlli sulla sostanza e ciò mentre gli enti che dovrebbero salvaguardarci fino adesso…. dormono!

    706

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN AlimentazioneFarmaciIn EvidenzaMalattieTumoriimpotenza
     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI