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Il vino fa bene o fa male?

Il vino fa bene o fa male?

Alla domanda, spesso ricorrente, se il vino fa male o fa bene, la risposta è fa bene, solo se consumato con intelligenza e moderazione

da in Alcolismo, Alcool, Alimentazione, Antiossidanti
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    vino fa bene

    E’ la bevanda alcolica più conosciuta e, forse, più apprezzata dagli italiani, dai palati più o meno raffinati di tutto il Bel Paese, è il vino. Ma questo “nettare” dalle mille sfaccettature, dai sapori e dai colori sorprendenti, che ha reso grande il made in Italy in tutto il mondo è salutare? Il vino fa bene o fa male? La risposta non ammette la minima esitazione, anche se può sembrare strano e suscitare indignazione negli astemi più convinti: il vino fa bene. E’ un vero e proprio “gioiello” della tradizione italiana, che garantisce ottimi benefici per la salute se consumato con moderazione e attenzione.

    Il vino, alleato del sistema cardiovascolare

    Il vino, soprattutto quello rosso, fa davvero bene, molto più di quanto si creda. Meglio eliminare dalla mente l’immagine dell’ubriacone che trangugia vino senza criterio rovinandosi il fegato, quando il consumo è fatto con moderazione, in quantità limitate, il vino è un vero alleato della salute di tutto l’organismo e, in particolare, del sistema cardiovascolare.

    Poco, ma davvero buono: il vino contiene preziose sostanze antiossidanti in grado di proteggere cuore e vasi sanguigni dal pericoloso processo di ossidazione e invecchiamento. A farla da padrone, tra gli antiossidanti contenuti nel vino, è sicuramente il resveratrolo.

    Poco, ma buono fa bene

    Il vino non può essere additato come nemico numero uno della salute; non merita lo stesso trattamento riservato al vizio più pericoloso possibile, il fumo, anzi. Necessita, però di alcune cautele, di alcune “istruzioni d’uso” per non trasformare le sue potenzialità positive in effetti negativi.

    Il primo consiglio è di non esagerare con le quantità.

    Due bicchieri di vino al giorno per gli uomini e uno per le donne è la quantità ottimale, recentemente suggerita anche dagli specialisti statunitensi dell’American Cancer Society nello linee guida per la prevenzione dei tumori.

    Se “sforare” questo limite può essere concesso come caso eccezionale, esagerare, concedendosi qualche bicchiere di troppo può trasformarsi in un’abitudine pericolosa. Il rischio maggiore, oltre ai danni provocati a carico del fegato, del sistema cardiovascolare e nervoso, ha un nome preciso e spaventoso, alcolismo. E’ una dipendenza dal profilo preoccupante, che rischia di rovinare vita, affetti, lavoro e salute delle sue vittime.

    Oltre alla moderazione, alla scelta della quantità, anche quella della qualità del vino è importante, anzi, fondamentale. Meglio puntare su produzioni territoriali riconosciute, piccole e poco prestigiose, ma dalla qualità garantita, piuttosto che su vini di dubbia provenienza, possibili “trappole” a base di procedimenti chimici ed edulcorazioni di vario genere.

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