Il sushi fa male? Possibili rischi e precauzioni per il pesce crudo

Il sushi fa male? Possibili rischi e precauzioni per il pesce crudo
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    il sushi fa male

    Il sushi fa male? Quali sono i possibili rischi e le precauzioni da adottare nel caso in cui mangiamo pesce crudo? Ormai quella del sushi è diventata molto più che una moda. I ristoranti giapponesi lo presentano come un prodotto tipico che va per la maggiore ed è facile trovare molti locali in cui si può gustare questo cibo, specialmente nelle grandi città. I prodotti giapponesi a base di pesce crudo possono essere acquistati anche nei grandi supermercati o nelle catene di negozi di alimenti surgelati. Eppure bisogna stare attenti a non mettere in pericolo la nostra salute.

    Il sushi è un piatto a base di riso, che viene bollito e condito con un ingrediente molto simile all’aceto. Si aggiunge il pesce a listarelle sottili, che può essere tonno, salmone, cernia o calamaro. Il piatto, tipicamente orientale, si accompagna con una salsa piccante ottenuta dalle radici di rafano, con fettine di zenzero e salsa di soia.

    Il sushi non viene generalmente preparato con pesce fresco.

    Ci si dovrebbe attenere a questo riguardo alle normative italiane, che si rifanno alle norme europee, in particolare al regolamento 853/2004. Secondo questa legge, i pesci consumati crudi dovrebbero restare nel congelatore per 96 ore ad una temperatura di -18 °C. Lo scopo è di uccidere i batteri attraverso il freddo. Non sempre, però, questo processo avviene, specialmente per le irregolarità determinate dal non attenersi alla legge.

    Mangiando pesce crudo non conservato in maniera ottimale, si può incorrere in parecchi rischi per la salute:

    • anisakis – il pesce non congelato correttamente può contenere un parassita che si chiama anisakis. Esso si deposita nell’intestino, provocando forti dolori addominali e reazioni allergiche;
    • altri parassiti – il pesce non conservato correttamente può contenere altri microrganismi che causano infezioni, come la salmonella, lo stafilococco o la listeria e, nei casi più gravi, il vibrione del colera;
    • istamina – il pesce che ha subito una lunga manipolazione senza essere conservato al freddo presenta un’eccessiva quantità di istamina, una sostanza dal potere infiammatorio. E’ per questo che, una volta ingerito, può provocare orticaria e arrossamento del volto;
    • sindrome sgombroide – chiamata anche mal di sushi, provoca nausea, mal di testa, rossore sul viso e sul collo e, nei casi più gravi, anche edema della glottide con il rischio di soffocamento. Si deve intervenire con l’assunzione di cortisone o antistaminici.

    Possiamo difenderci dai pericoli connessi con il consumo di pesce crudo, adottando delle particolari precauzioni:

    • evitare di mangiare pesce crudo in ristoranti o bar, sui quali non si è sicuri della qualità dei prodotti offerti;
    • non far mangiare pesce crudo ai bambini al di sotto dei 12 anni, alle donne in gravidanza, alle persone che sono più sensibili alle allergie e a tutti coloro che soffrono di disturbi gastroenterici acuti o cronici;
    • se si acquista il sushi al supermercato, si dovrebbe leggere bene l’etichetta, che contiene tutte le informazioni di conservazione.

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