Il gatto avverte l’imminente morte di chi gli sta vicino

Il gatto avverte l’imminente morte di chi gli sta vicino
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    Pare provato, il gatto si accorge dell'imminente trapasso di chi gli sta vicino

    Se non fosse che la notizia proviene da una delle più autorevoli riviste scientifiche internazionali, il New England Journal of Medicine, riportate da un geriatra che opera in uno dei più importanti ospedali europei, il Rhode Island Hospital, penseremmo alla dichiarazioni, più o meno vaneggianti, di qualche superstizioso e, invece, ciò che viene riferito, parrebbe del tutto vero.

    Presso le corsie dell’ospedale londinese, infatti, soggiornerebbe un gatto, di nome Oscar, che non viene utilizzato per la pet-therapy, tanto in voga di questi tempi, ma per un altro motivo, ovvero per via della particolarità che ha Oscar, forse condivisa da tanti altri suoi simili e mai sperimentata, di accorgersi, anzitempo, quando un paziente terminale ha le ore o, addirittura, i minuti contanti e sta per morire.

    Il gatto, infatti, quando un paziente, apparentemente in condizioni stazionarie, sta per passare a “miglior vita”, sale sul suo letto e annusa l’aria, dopodichè si accuccia a fianco del degente e lì, resta, fino a che il paziente non decede e, secondo le osservazioni fatte dal personale sanitario dell’ospedale, l’intuito di Oscar è pressocchè infallibile e, solo negli ultimi tempi, ciò sarebbe accaduto per ben 25 volte e ogni volta si registrava il decesso del paziente cui Oscar s’era acciambellato accanto. Dopo il trapasso, il gatto si alza e se ne va. Si tratta di pazienti molto anziani, tutti colpiti da demenza che non manifestano, almeno in apparenza, i segni della morte che sopraggiunge e questo fatto, dovrebbe rendere più difficile ogni cosa, eppure….

    La spiegazione scientifica:
    Secondo gli etologi, il comportamento del gatto non è riconducibile a nessun particolare messaggio psichico stabilitosi fra uomo ed animale, ma solo la biochimica può offrire spunti per chiarire il mistero.

    L’odore del cambiamento di reazioni chimiche che si manifestano in chi sta per morire, viene infatti avvertita dal gatto e non dagli uomini, grazie al fiuto del felino e questo fatto sarebbe comune anche nei cani, come è stato descritto tre anni fa in uno studio, poi pubblicato sul British Medical Journal che narrava dell’esperienza di alcuni cani assoldati da alcuni medici per far riconoscere agli animali, i tumori alla vescica e la diagnosi effettuata dai cani risultava quasi sempre infallibile, ciò si verificava per via dell’odore caratteristico assunto dalle urine dei pazienti affetti dalla patologia, così come, altri cani, riuscivano a prevedere il sopraggiungere di un attacco epilettico in quei pazienti che, periodicamente, manifestavano questi disturbi, in questo caso, gli animali interpretavano i segni premonitori dell’attacco, rappresentati dall’espressione della faccia dei pazienti, dal movimento oculare e dall’impercettibile, ma non per i cani, tremore accusato dai pazienti prima di un attacco.

    Tornando ad Oscar, però, non manca un certo scetticismo, da parte di qualche studioso degli animali che ritiene inspiegabile ugualmente il comportamento dell’animale che, a differenza dei cani utilizzati dai pazienti epilettici, non istituisce alcun tipo di legame di tipo psicologico col paziente e, dunque, lo studioso, pur se conscio delle particolarità biochimiche che avverrebbero prima del decesso, ritiene gli atteggiamenti del gatto di fronte ad una persona morente, del tutto inspiegabili, ma non per questo, privi di fondamento scientifico.

    Fonte:Can pets sense illness? BBC News, Friday, 27 July 2007

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