Il dolore emotivo più difficile da scordare di quello fisico

Il dolore emotivo più difficile da scordare di quello fisico
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    Bullismo

    Uno schiaffo, un pugno, dopo un po’ si possono dimenticare, ma una cattiva azione da parte di un amico, un episodio di bullismo per un ragazzino o ragazzina possono lasciare il segno; insomma, le parole uccidono più della spada, prendendo a prestito un modo di dire; a questa conclusione sarebbero giunti un gruppo di studiosi americani e australiani che hanno pubblicato i risultati dello studio sulla rivista scientifica Psychological-Science.

    Un tradimento, ma anche un’umiliazione o una grave offesa, si ricordano più del dolore fisico, come rivela lo studio effettuato su alcuni volontari chiedendo loro di cercare di rammentare un grande dolore fisico provato nel tempo e, al contempo, un dolore cosiddetto sociale; le rimembranze sono state annotate dagli stessi volontari in appositi taccuini per poi rispondere ad appositi test psicologici.

    L’esito delle testimonianze ha palesato che i volontari tendevano a ricordare più nitidamente il dolore psicologico a seguito di un evento negativo, quasi sempre di cui erano rimasti vittima, molto di più di un dolore fisico. Da ciò si evince anche che dal dolore fisico si traggono insegnamenti immediati, ad esempio sulla scorta delle esperienze che si fanno è possibile non ripetere quelle azioni che si conclamano col dolore a seguito, ad esempio, di un trauma; il dolore sociale ci insegna solamente ad interagire con il prossimo, ma l’esperienza fatta dopo un evento del genere, resta più viva nei ricordi.

    Ma il fatto che il ricordo puo’ persistere per molto tempo, causando potenzialmente problemi emotivi o depressione, significa che questo e’ un effetto dell’evoluzione della corteccia cerebrale, responsabile del pensiero, della percezione e del linguaggio.

    “L’evoluzione della corteccia cerebrale – hanno spiegato i ricercatori – ha certamente migliorato le capacita’ degli esseri umani di creare e adattarsi ai gruppi, alle comunita’ e alle culture, e di rispondere al dolore associato alle interazioni sociali. Tuttavia, la corteccia cerebrale puo’ anche subire un effetto involontario facendo rivivere all’uomo esperienze di dolore sociale”.

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