Il cervello crea una mappa dello spazio circostante: ecco come

I neuroni della corteccia entorinale sono capaci di modificare la loro attività per creare nel nostro cervello una rappresentazione dello spazio circostante attraverso una sorta di mappa cerebrale

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    Il nostro cervello è in grado di creare una mappa dello spazio che ci circonda. All’interno della corteccia infatti è racchiuso un sistema di posizionamento molto efficace. A scoprirlo è stata una ricerca dell’Università di Boston, che ha messo in evidenza come i neuroni della corteccia entorinale sono in grado di mettere in atto una precisa percezione dello spazio. Il processo si configura come molto interessante.

    Le cellule cerebrali sono capaci di modificare la loro attività per creare una mappa dello spazio: ecco come fa il nostro cervello a interpretare e a gestire lo spazio che c’è intorno a noi. Il cervello riesce a creare una mappa dello spazio circostante in questo modo: modifica alcune cellule nervose, che si trovano nella parte superiore della corteccia e che si dimostrano particolarmente attive. La modifica delle cellule cerebrali avviene attraverso una loro modulazione. Successivamente i neuroni assumono una particolare disposizione, che riflette appunto le disposizioni spaziali. In questo modo la nostra mente riesce a riprodurre la mappa dello spazio.

    La ricerca scientifica era già a conoscenza del fatto che l’attività cerebrale veniva utilizzata in modo da rappresentare l’ambiente circostante, ma non sapeva che tutto dipendeva soltanto dalla posizione dei neuroni all’interno della corteccia.

    Non intervengono quindi neuroni di altre zone cerebrali, inoltre lo studio condotto all’Università di Boston ha messo in evidenza che un ruolo particolarmente importante è svolto dai neuroni che si trovano nella parte superiore della corteccia, i quali si dimostrano più attivi e hanno frequenze di oscillazione del potenziale di membrana più elevate rispetto ai neuroni della zona inferiore della corteccia. Il cervello umano si orienta come una macchina.

    Al cervello basta modulare l’attività dei neuroni e in questo modo riesce a decodificare lo spazio, determinando la posizione in cui ci troviamo. Si tratta di una sorta di gps interno, che agisce sulla base di neuroni che potremmo definire navigatori e che ci permette di orientarci in ogni situazione.