Il capo: meglio se del sesso opposto o se sono due persone diverse

Il capo: meglio se del sesso opposto o se sono due persone diverse

Il potere e il comportamento di capo e dipendenti puo' avere migliori o peggiori dinamiche a seconda del sesso del capo e del numero di persone che hanno lo scettro del potere: per coordinare una squadra di uomini sono meglio due responsabili, per coordinare un gruppo di donne e' meglio un uomo solo

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    Potenza

    Per stare bene sul posto di lavoro e’ indispensabile avere un buon rapporto con il proprio capo, ma non sempre questo e’ possibile, sia per predisposizione personale che per carattere. Secondo una ricerca pubblicata sul Journal of Health and Social Behaviour le donne preferiscono i capi del sesso opposto, mentre gli uomini in generale non amano avere dei capi.

    La ricerca e’ stata condotta da un gruppo di psicologi coordinati dal dott. Scott Schieman, gia’ professore di Sociologia all’Università di Toronto: per valutare il comportamento e le reazioni di fronte a diverse situazioni lavorative sono state osservate 1800 persone.

    Questi soggetti sono stati sottoposti a stress emotivo dei piu’ vari generi, per vedere che cosa accadeva poi nella loro vita lavorativa: piu’ spesso si sono notati comportamenti poco definiti, ma e’ emerso in modo certo che, per lavorare bene, e’ meglio che le due persone siano di sesso opposto, cosi’ si crea sintonia e collaborazione.

    Potere, obbedienza, scambio, pressione, soddisfazione, elementi che devono essere tenuti in considerazione quando si tratta di lavoro: i supervisori di sesso opposto e in ordine uomo e donna sono i piu’ amati, al contrario donna con donna o uomo con uomo puo’ essere piu’ complicato da gestire.

    Ma gli uomini sono rilassati se a guidare il gioco e’ una donna? In generale, gli uomini, non sono soddisfatti quando alla guida c’e’ un’altra persona, indipendentemente dal suo sesso.

    Per il maschio l’ideale e’ avere un paio di persone di riferimento per poter scaricare la pressione e quindi lavorare serenamente.

    Fonte: Corriere.it Adriana Bazzi

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