Il borotalco è cancerogeno? È vero che può causare tumori?

Il borotalco è finito sotto accusa: a quanto pare, è stato considerato responsabile della comparsa di un tumore alle ovaie in una donna americana di 63 anni. Il caso ha fatto il giro del mondo, e ora tutti si chiedono se davvero il talco è cancerogeno, e in generale pericoloso per la salute. Ecco la risposta degli esperti.

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    Il borotalco sembra essere cancerogeno, ovvero in grado di aumentare le probabilità di ammalarsi di tumore: da qualche mese si parla di questa sconvolgente notizia. Tutto è nato dal caso di una signora americana, che ha deciso di portare in tribunale la compagnia Johnson & Johnson con l’accusa di aver nascosto informazioni sul rischio di usare il talco. Ma cosa ne pensano gli esperti?

    Il caso del tumore alle ovaie provocato dal borotalco

    Eva Echeverria, una donna di 63 anni residente a Los Angeles, in California, si è ammalata di tumore alle ovaie. A suo dire, il cancro – insorto 10 anni fa – è stato causato dall’applicazione quotidiana, sin da quando era bambina, del borotalco sulla pelle. La donna ha deciso di fare causa alla Johnson & Johnson, ritenendola responsabile di quanto le è accaduto.

    In tribunale, la multinazionale farmaceutica è stata condannata a pagare un risarcimento di 417 milioni di dollari. La giuria è infatti giunta concordemente alla conclusione che il pubblico non sia stato sufficientemente informato sui reali rischi dell’utilizzo della polvere di talco.

    La Johnson & Johnson è pronta a presentare ricorso contro questa sentenza, sostenendo che non esiste alcun legame scientifico tra il borotalco e l’insorgenza del cancro alle ovaie.

    Gli altri casi di tumore insorti dopo l’uso di borotalco

    Ma negli Stati Uniti questa non è la prima volta che in tribunale si discute di legame tra talco e tumore. L’azienda farmaceutica in passato è già stata condannata altre volte a maxi risarcimenti, sebbene quest’ultimo sia quello più ingente.

    Lo scorso ottobre 2016 un tribunale del Missouri, e più precisamente di St. Louis, ha riconosciuto il diritto ad un risarcimento di oltre 70 milioni di dollari ad una donna malata di cancro alle ovaie.

    Stessa cosa è accaduta in precedenza, a febbraio 2016, quando la multinazionale è stata costretta a sborsare 72 milioni di dollari nei confronti della famiglia di Jackie Fow, una donna morta per un tumore ovarico.

    Non sempre adire il tribunale in questi casi ha esito positivo, però: nel New Jersey sono state rigettate diverse cause analoghe a quella della signora Echeverria. I giudici non hanno ritenuto possibile verificare l’esistenza di un nesso tra l’uso del borotalco e l’insorgenza della malattia.

    Il borotalco è cancerogeno? Il parere degli esperti

    Se nelle aule dei tribunali la questione è controversa, i medici tendono ad essere un pochino più rassicuranti. “Da quando faccio questo lavoro” – spiega Francesco Raspagliesi, primario di Ginecologia presso l’Istituto Tumori di Milano, “in tutti i testi di oncologia il talco è correlato al tumore alle ovaie. Ma non è mai stata dimostrata una relazione di causa-effetto”.

    Il dottor Pierfranco Conte, docente di Oncologia all’Università di Padova, è invece più cauto. Intervistato da La Repubblica, ha affermato che il talco, stando alle attuali conoscenze della medicina, si è mostrato essere causa di un lieve aumento nell’incidenza del tumore all’ovaio, in particolare il cancro ovarico sieroso.

    Questo aumento, valutato tra il 10% e il 20%, riguarda le donne che utilizzano il borotalco per molti anni, soprattutto sulle zone intime. Per questo motivo l’International Agency for Research on Cancer ha catalogato questo prodotto all’interno del gruppo 2B, come possibile cancerogeno.

    Le prove non sono però sufficienti per dare una risposta definitiva, anche perché il meccanismo che porta i cristalli di talco a migrare all’interno della vagina e a provocare l’insorgenza di cellule tumorali. Nel dubbio, i medici consigliano di evitare l’utilizzo prolungato del borotalco, soprattutto nelle zone intime.

    Photo by Austin Kirk / CC BY