Il batterio killer stimola la formazione di autoanticorpi?

Uno studio delle Università di Greifswald e Bonn mette in evidenza che il batterio killer stimola nell’organismo la produzione incontrollata e letale di autoanticorpi

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    Il batterio killer stimola la formazione di autoanticorpi? È questa la domanda che si sono posti i ricercatori delle Università di Greifswald e Bonn, i quali hanno condotto uno studio specifico, raggiungendo risultati incoraggianti. Si sarebbe infatti scoperto che il microrganismo è capace di agire sul sistema immunitario, determinando una produzione di anticorpi che si rivela letale.

    Il batterio killer può essere considerato come l’ennesimo caso delle emergenze alimentari che nel corso del tempo hanno determinato il diffondersi di vere e proprie psicosi collettive. Il batterio killer potrebbe essere di origine animale, come gli esperti sono riusciti a ipotizzare, facendo ricorso a prove basate sull’esame di fenomeni simili. Il problema fondamentale è rappresentato dal fatto che il batterio killer è resistente agli antibiotici.

    Ma cosa succede di preciso nel nostro organismo sotto l’azione del batterio dell’Escherichia coli responsabile dell’epidemia? Gli studiosi hanno riscontrato che nei pazienti affetti dalla complicanza dell’infezione, la sindrome emolitico-uremica, si sviluppavano degli autoanticorpi che riescono ad incrementare la coagulazione del sangue e la difficoltà quindi per esso di raggiungere alcuni organi.

    Non si sa ancora come mai avviene questo meccanismo, probabilmente tutto è dovuto al funzionamento alterato di una proteina. Tuttavia occorre ancora saperne di più, per poter esaminare la situazione in modo più sicuro. La ricerca scientifica, che sta proseguendo, può fare molto in questo senso. Giungere ad un punto fermo è essenziale anche per capire come affrontare al meglio l’emergenza e la questione della sicurezza alimentare.