Il batterio killer è nato da uno scambio di dna nell’intestino?

Il batterio killer è nato da uno scambio di dna nell’intestino?

Dagli esperti una spiegazione sullo sviluppo del batterio killer

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    Il batterio killer è nato da uno scambio di dna nell’intestino? Una domanda molto interessante, alla quale stanno cercando di rispondere gli studiosi che, nel corso dell’epidemia dell’infezione da Escherichia coli, hanno preso in considerazione le caratteristiche dell’agente patogeno. Le scoperte sono state importanti, anche se l’origine del batterio è rimasta spesso indefinita.

    Per evitare il batterio killer ci sono alcune particolari regole da seguire a tavola. In ogni caso nel nostro Paese possiamo contare su una certa sicurezza alimentare, ecco perché gli esperti affermano che per il batterio killer non c’è nessun rischio in Italia. La prevenzione è fondamentale e per portare avanti un’adeguata prevenzione bisogna partire dalla consapevolezza. Quest’ultima si costruisce grazie ai risultati dell’analisi scientifica, che riescono a spiegare il processo biologico che ha portato allo sviluppo del batterio in questione.

    Il batterio killer potrebbe essere di origine animale. Ma che cosa è successo nello specifico? Dagli esperti una spiegazione.

    Il ceppo di origine del batterio killer è costituito dall’Escherichia coli enteroaggregativo EAggEC, che è piuttosto comune. Questo tipo di batterio ha scambiato molto probabilmente alcuni tratti genetici con un altro ceppo di Escherichia coli. Si tratta di quello che è in grado di produrre la tossina Shiga, responsabile della diarrea emorragica e della sindrome emolitico uremica, che costituiscono le conseguenze e le complicazioni dell’infezione.

    Questo scambio di tratti genetici potrebbe essere avvenuto nell’intestino umano o nell’intestino animale. Sta di fatto che comunque il batterio killer è diventato anche capace di sfruttare un particolare meccanismo di adesione all’intestino umano. Da tutto ciò deriverebbe la particolare aggressività del batterio killer e tutto questo potrebbe spiegare come mai questo batterio colpisce in particolare gli adulti invece dei bambini, i quali di solito sono le principali vittime delle infezioni determinate dai ceppi tradizionali di Escherichia coli.

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