Ictus: top ten ricerche scientifiche del 2010

Ictus: top ten ricerche scientifiche del 2010

Come ogni fine anno che si rispetti è tempo di bilanci: ecco le dieci ricerche scientifiche sull'ictus considerate più importanti dall'American Heart Association

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    ictus 2010

    L’anno volge al termine ed è tempo di classiche, anche in ambito sanitario. L’American Heart Association, la più grande organizzazione no-profit statunitense contro le malattie cardiovascolari, ha deciso quindi stilare la top ten delle ricerche scientifiche pubblicate sulle principali riviste di settore nel 2010, riguardanti l’ictus.

    1.“Medaglia d’oro” alla ricerca, pubblicata a maggio sulla rivista scientifica “Lancet”, sul trattamento in fase acuta dell’ictus. Lo studio ha evidenziato, come, un trattamento dopo 4,5-6 ore dall’evento aumenta la mortalità.

    2. È sempre di maggio, ma pubblicato su “Nature” lo studio che si è guadagnato il secondo posto: riguarda una metodica per eliminare i coaguli di sangue dal sistema vascolare del cervello, che permette di espellerli attraverso le pareti dei vasi sanguigni, nei tessuti circostanti.

    3. Al terzo posto una ricerca pubblicata sul “New England Journal” a settembre, riguardante il confronto tra due tecniche per la cura dell’ictus, l’endoarteriectomia carotidea e l’applicazione degli stent. Lo studio ha evidenziato come lo stent sia più vantaggioso per gli under 70, mentre l’altra tecnica sia più indicata per gli anziani.

    4. L’Associazione mette al quarto posto il proprio report sugli standard qualitativi dell’assistenza sanitaria in materia, evidenziando un miglioramento rispetto agli anni passati: nel 2009 più dell’80% dei pazienti che hanno subito un ictus sono stati sottoposti a cure senza complicazioni, rispetto a meno della metà nel 2003.

    5.Si posiziona a metà classifica un altro studio pubblicato su “Lancet”, pubblicato a giugno, che riassume i 10 principali fattori di rischio dell’ictus.

    6. Arriva da “Lancet Neurology” di luglio la ricerca classificatasi sesta: riguarda la nuova tecnica a ultrasuoni per la scoperta degli emboli cosiddetti “silenziosi”, efficace per scoprire soggetti ignari di essere ad alto rischio di ictus.

    7. Si classifica settima la ricerca, pubblicata a maggio su “New England Journal of Medicine”, riguardante la riabilitazione post-ictus con l’assistenza di un robot. Lo studio dimostra come questo tipo di riabilitazione robotica sia più efficace di quella tradizionale nel recupero della funzione del braccio.

    8. All’ottavo posto due differenti ricerche, una pubblicata a maggio su “Nature Genetics” e l’altra a settembre su “Lancet”, entrambe riguardanti le ultime maggiori scoperte genetiche che aiutano la comprensione e il trattamento degli aneurismi.

    9. In penultima posizione tre differenti studi (pubblicati su “Critical Care Medicine”, “Stroke” e “Hypertension”) che evidenziano come la riduzione della pressione sanguigna entro 6 ore dall’ictus possa ridurre l’espansione dell’emorragia.

    10. Chiude la top ten la ricerca pubblicata su “Stroke” riguardante i consigli per uno stile di vita sano, sottolineando, in particolare, come una modesta attività fisica sia associata a un minor rischio di ictus nelle donne. Uno studio, quindi, sulla prevenzione della patologia.

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