Ictus: si abbassa l’età di esordio della malattia

Ictus: si abbassa l’età di esordio della malattia
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    Inquietante il dato che ci viene da uno studio presentato nel corso dell’International Stroke Conference 2010, organizzato dall’American Stroke Association che denuncia a chiare lettere come si sia abbassata la soglia di incidenza delle malattie cerebrovascolari, ictus in testa, in ambito all’età delle persone colpite, passata in un decennio da 71,3 anni a 68,4 anni.

    Quest’ultimi dati riferiti quest’ultimi al 2005 e c’è di più; se solo questo non bastava a metterci ansia, si registra una sempre maggiore incidenza di ictus in giovani d’età compresa fra i 20 ed i 45 anni.

    Il dato è riferito alla casistica americana, ma non dovrebbe essere molto dissimile dal nostro; «Ciò che è veramente preoccupante – ha commentato Brett M. Kissela dell’Università di Cincinnati e primo firmatario della ricerca – è la proporzione di pazienti con un’età inferiore ai 45 anni. Cresce sia il loro numero in termini assoluti che in termini relativi».

    Diversi i fattori chiamati in causa come elementi importanti di rischio nel determinare tale evidenza, si pensi all’obesità, ma anche al diabete che si fa strada sempre più spesso anche nei giovani.«Come medici abbiamo il dovere di tenere sotto controllo questi potenti fattori di rischio già nelle persone giovani – ha commentato Kissela -. L’ictus è un evento devastante, in grado di cambiare la vita. E può colpire le persone giovani. Speriamo vivamente che questi dati siano utili ad alzare la guardia».

    E poiché si faceva riferimento al nostro Paese, in Italia non è ancora possibile stilare una classifica circa l’età media di insorgenza di ictus nella popolazione, assistiamo nel confronto con il modello americano anche noi ad una maggiore incidenza della patologia anche in soggetti giovani, di contro è alto il numero di pazienti appartenenti alla terza età con questo problema, ciò in quanto il nostro Paese è la nazione dove si vive di più e di conseguenza le malattie geriatriche sono più diffuse che altrove.

    Ciò non toglie che anche da noi si assiste ad un abbassamento dell’età di esordio ma questo potrebbe anche essere dovuto alla maggiore facilità di diagnosi di fronte ad ictus non molto appariscenti che si riescono a meglio diagnosticare rispetto ad un tempo. Certo è che non mancano anche da noi importanti fattori di rischio che entrano con forza nell’esordio della malattia.

    In particolare l’ambiente più competitivo e stressante che non giova per nulla alla pressione, spesso il primo imputato negli ictus che si verificano in giovane età. In questi casi, infatti, l’ictus è spesso lacunare, cioè dovuto a piccole ischemie, di piccole dimensioni conseguenza dell’ipertensione arteriosa».

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