Ictus: nuovo farmaco salvavita, dalla saliva di pipistrello

Un nuovo farmaco salvavita, in caso di ictus, con un ingrediente particolare: la saliva del pipistrello è il segreto del successo di questo supporto terapeutico in grado di eliminare i coaguli di sangue

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    ictus, farmaco dalla saliva di pipistrello

    La ricerca, con l’aiuto di un insospettabile alleato “animale” potrebbe avere messo a punto un farmaco innovativo, un salvavita in caso di ictus. L’ingrediente segreto della recente scoperta è la saliva del pipistrello, grazie alla quale sembra possibile assottigliare e sciogliere i coaguli di sangue nel cervello, responsabili dell’ictus.

    L’attacco ischemico, l’ictus, presto si potrebbe combattere, salvando la vita di milioni di persone, giovani e meno giovani, a colpi di saliva di pipistrello o, meglio, grazie a un farmaco che sfrutta le inaspettate potenzialità di questa sostanza, come è emerso nel corso di una sperimentazione condotta da un gruppo di scienziati dell’Università del North Staffordshire.

    Oggi, in caso di attacco ischemico, l’unica strategia efficace da mettere in atto prevede la somministrazione, con iniezione, entro quattro ore dall’attacco, di un farmaco trombolitico. Grazie alla scoperta dei ricercatori, potrebbe essere possibile ottenere lo stesso effetto salvavita, con un margine di intervento meno stretto e maggiori probabilità di successo.

    Infatti, sfruttando le potenzialità della saliva di pipistrello e, in particolare, delle proteine che contiene, si può ottenere un farmaco da iniettare in caso di ictus, entro nove ore dall’attacco, con lo stesso effetto salvavita. Un raggio di azione più ampio, che consentirebbe di curare in tempo anche, per esempio, i pazienti colpiti da ictus durante il sonno.

    La saliva del pipistrello ha proprietà fluidificanti ben note: l’animale la utilizza per mantenere fluido il sangue delle sue prede, per poterlo bere senza difficoltà.

    I risultati della recente ricerca, condotta a livello internazionale, coinvolgendo 40 ospedali e 400 pazienti, come confermano gli stessi autori “è il più grande passo avanti nel trattamento di ictus degli ultimi vent’anni”.