Ictus: la guarigione aiutata dal ghiaccio

Ictus: la guarigione aiutata dal ghiaccio

Studiosi dell’Università di Edimburgo, hanno confermato e scoperto come il freddo indirizzato al cervello riesca a migliorare i disturbi nei pazienti colpiti da ictus

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    Il ghiaccio, negli ultimi anni, viene, spesso usato in terapie innovative, e secondo un recente studio aiuterebbe anche la guarigione di pazienti che hanno subito un ictus. La metodica di ibernazione, per quanto riguarda l’ictus, è il risultato di una ricerca condotta dagli studiosi dell’Università di Edimburgo. È uno studio molto importante, la necessità di trovare una terapia, o comunque una soluzione per migliorare i disturbi che, purtroppo l’ictus lascia, è molto alta.

    In cosa consiste questa nuova metodica? L’ibernazione del cervello di pazienti colpiti dall’ictus, consiste nell’abbassare la temperatura corporea a 35°C. Come? Iniettando per via endovenosa delle gocce ghiaccianti, e poi usare dei tamponi raffreddanti. Questa metodica, che non è proprio nuovissima: infatti, risale al tempo di Napoleone la scoperta che il freddo aumentava la sopravvivenza rispetto al caldo.

    Inoltre il raffreddamento del corpo è risultato importante, anche per migliorare le condizioni di pazienti colpiti da attacco di cuore.

    Rispetto a quest’ultimo metodo, i due studi del 2002, pubblicati sulla rivista New England Journal Of Medicine, riguardano quanto salga il livello di sopravvivenza e il miglioramento del cervello nei pazienti colpiti da attacchi di cuore. Lo studio sull’ictus, ha unito medici di tutta Europa, con la consapevolezza che l’ipotermia possa ridurre i problemi al cervello, causati dall’ictus in migliaia di pazienti.

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