Ictus e infarto: presto un vaccino per sconfiggerli

Ictus e infarto: presto un vaccino per sconfiggerli
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    Infarto cardiaco

    Conoscendo l’eziologia che sta alla base dell’infarto e dell’ictus si comprende bene come un domani, neanche tanto lontano, sarà possibile debellare tali gravi manifestazioni patologiche con un semplice vaccino. Si, un “banale” vaccino se si pensa che alla base di queste due condizioni c’è quasi sempre uno stato di arteriosclerosi e ateroslerosi insieme, si comprende bene che basterà intervenire con la vaccinazione prevenendo la formazione di placche aterosclerotiche per debellare in larga misura le cause di morte più diffuse nel mondo civilizzato.

    Una mano in tal senso ce la da la natura, come dimostrano ricercatori svedesi capitanati dal prof. Johan Frostegard dell’istituto Karolinska di Stoccolma, che hanno scritto sulla rivista scientifica Atherosclerosis come la natura in condizioni di normalità sia già in grado essa stessa di rimediare all’accumulo del colesterolo cattivo, LDL, con appositi anticorpi, gli anti-PC, una riprova di questo stato ce lo da l’evidenza che soggetti che siano andati incontro a ictus ed infarti, hanno nel sangue una scarsa concentrazione di questi anticorpi.

    Una ricerca a questo punto è stata condotta esaminando una popolazione di 349 soggetti sottoposti ad osservazione periodica del loro stato di salute per 12 anni andati incontro a malattie quali ictus e infarti paragonata con un’altra popolazione di soggetti in numero di 693 sani. Il risultato è stato quello secondo il quale persone che hanno un numero di anticorpi anti-PC ridotto hanno di contro una probabilità quattro volte maggiore di andare incontro da malattie spesso dall’esito fatale, come quelle testè accennate.

    Certo, con ciò non si vuole certo restringere il campo di quelle malattie acute come l’ictus o lo stesso infarto, senza far riferimento alcuno ai fattori di rischio che intervengono nelle patologie stesse, insomma, non si vuole di certo assolvere lo stile di vita sbagliato, lo stress eccessivo, il fumo, il diabete, la sbagliata alimentazione che pure hanno un ruolo a volte determinante non solo nell’esordio di queste patologie ma anche nella possibilità di recupero e nei tempi occorrenti per sperare in una guarigione, spesso, purtroppo, solo parziale.

    Ma, tuttavia, pare che in presenza di situazioni patologiche che comportino l’accumulo di colesterolo per la scarsa presenza degli anticorpi naturali, il rischio di sviluppare un infarto o un ictus risenta poco persino dei fattori di rischio.

    A questo punto, alla luce delle più moderne conoscenze in tal senso i ricercatori si stanno muovendo su due fronti, il primo, individuare un fattore di rischio in più e, persino il più importante, che serva da screening per prevenire futuri guai e che consiste nel valore dato alla concentrazione più o meno normale di anticorpi anti-PC.

    Il secondo e forse finalmente risolutivo, sviluppare un vaccino basato sugli anticorpi anti-PC in grado di abituare l’organismo a produrne nella giusta misura e che avrebbe un effetto sicuro contro arterosclerosi e malattie cardiovascolari.
    Staremo a vedere.

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