I sintomi della mononucleosi: ecco come riconoscerli

I sintomi della mononucleosi: ecco come riconoscerli
da in Infezioni, Malattie, Mononucleosi, Virus
Ultimo aggiornamento: Domenica 10/04/2016 08:20

    sintomi della mononucleosi come riconoscerli

    I sintomi della mononucleosi: come riconoscerli? La mononucleosi, detta anche malattia del bacio, è una patologia infettiva di origine virale. Come si trasmette? Attraverso il bacio o tramite i colpi di tosse e gli starnuti oppure attraverso la condivisione di stoviglie utilizzate da persone infette. La sua contagiosità non è molto elevata e colpisce soprattutto bambini e giovani adulti. L’incubazione del virus della mononucleosi ha un tempo molto variabile, che va dai 30 ai 50 giorni. In questo periodo non si hanno sintomi, ma il virus si replica, fino a quando raggiunge la carica virale che porta alla comparsa delle manifestazioni sintomatologiche. La durata della malattia può poi protrarsi per numerose settimane.

    linfonodi mononucleosi

    I primi linfonodi a gonfiarsi sono quelli che appartengono alle catene cervicali, sia anteriore che posteriore, ovvero quelli che si trovano sul collo. A poco a poco aumentano di volume anche i linfonodi in molte altre regioni dell’organismo, soprattutto in corrispondenza dei punti linfatici, per esempio alle ascelle o all’inguine. I linfonodi ingrossati, se vengono palpati, provocano dolore.

    febbre mononucleosi

    Un altro dei sintomi caratteristici della mononucleosi è il presentarsi della febbre, che si manifesta soprattutto la sera, con punte che possono raggiungere i 38 gradi, ma, nei casi più gravi, anche temperature più elevate, arrivando ai 40 gradi. In alcuni casi la malattia può però presentarsi senza febbre o con la febbre bassa: è il caso soprattutto dei bambini, nei quali i sintomi sono spesso meno evidenti rispetto agli adulti.

    ves mononucleosi

    La VES è la velocità di eritrosedimentazione, un indice ematico che fornisce informazioni sull’eventuale presenza di infiammazioni nell’organismo. In chi è affetto dalla mononucleosi i valori risultano più alti rispetto a quelli normali (uomini da 20 a 49 anni da 0 a 13 mm/h, uomini da 50 a 69 anni da 0 a 19 mm/h, donne da 20 a 49 anni da 0 a 21 mm/h, donne da 50 a 69 anni da 0 a 29 mm/h).

    transaminasi mononucleosi

    La mononucleosi comporta anche l’aumento delle transaminasi, un gruppo di enzimi che svolgono una funzione importante per il metabolismo, perché permettono di smaltire gli aminoacidi in eccesso. Ecco i valori normali delle transaminasi. GOT o AST: 0-29 mU/ml, GPT o ALT: 0-30 mU/ml, LDH: 80-300 mU/ml, Gamma Gt: 5-36 mU/ml nell’uomo e 4-23 mU/ml nella donna, FA: 20-28 mU/ml, OCT: 8-20 mU/ml, Aldolasi: 0,9-6,5 mU/ml.

    dolore milza mononucleosi

    I pazienti possono presentare anche una sensazione dolorosa alla milza, che risulta ingrossata, concentrata nella parte sinistra dell’addome. Il soggetto avverte anche una sensazione di stanchezza e di debolezza.

    esantema mononucleosi

    Un’altra delle manifestazioni sintomatologiche tipiche della mononucleosi è la comparsa di un esantema, eruzione cutanea formata da macchie rosse irregolari.

    mal di gola mononucleosi

    L’infezione causata dal virus della mononucleosi può provocare anche il mal di gola con un’irritazione tipica che può colpire sia la laringe che la faringe. Generalmente questo sintomo scompare nel giro di poche settimane.

    sudorazioni notturne mononucleosi

    Nei soggetti colpiti dal virus che causa questa infezione possono comparire delle tipiche sudorazioni notturne.

    Se spesso la mononucleosi nei bambini risulta quasi asintomatica e a volte non viene nemmeno diagnosticata, negli adulti la sintomatologia è invece ben più evidente, con febbre di solito molto alta e mal di gola che non passa nemmeno con l’utilizzo di antibiotici.

    Per la diagnosi della mononucleosi, il medico analizzerà innanzitutto i sintomi riferiti dal paziente, verificando se tonsille, fegato, milza e linfonodi della gola siano gonfi. Il passo successivo consiste nelle analisi del sangue per verificare la presenza degli anticorpi del virus Epstein-Barr. Questo esame potrebbe però non essere in grado di diagnosticare l’infezione nelle prime settimane in cui è presente. Un’alternativa è l’analisi per la conta dei globuli bianchi, che anche se non può determinare la presenza della malattia, ne può suggerire la presenza.

    Trattandosi di un’infezione virale, l’antibiotico si rivela inefficace. Può essere utilizzato solo in caso il mal di gola associato alla malattia sia dovuto alla presenza di streptococco. Per alleviare invece sintomi quali il gonfiore di tonsille e gola può a volte essere prescritto un farmaco a base di cortisone. Per abbassare la febbre può inoltre essere utilizzato un analgesico da banco. Ma la cura consiste soprattutto nel riposo assoluto a letto, associato ad alcuni rimedi naturali che possono accelerare la guarigione: bere tanta acqua e succhi di frutta per combattere la disidratazione, fare gargarismi con acqua e bicarbonato per ridurre l’infiammazione della gola, evitare l’attività fisica per non rischiare la rottura della milza ingrossata con sforzi eccessivi.

    1247

    LEGGI ANCHE