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I porri e le verruche: come eliminarli?

    Fin dai tempi antichi si parla in letteratura di anomalie della pelle, dei bulbi carnosi che emergono dalla cute e che non scompaiono piu’, delle escrescenze antiestetiche che spuntano sulle mani o sulle mucose e rimangono immutate nel tempo, fino eventualmente a crescere e ferirsi a causa dell’esposizione ai traumi e alle raschiature: sono le verruche.

    Parlano di verruche gli antichi greci e gli antichi romani, ne e’ rimasta traccia nelle opere letterarie, sempre cosi’ acute e cosi’ precise nel descrivere la societa’ e la cultura di allora, come potevano trascurare una malattia cosi’ diffusa, oggi come allora, che si trasmette a causa di un virus, della famiglia dei Papo – Virus?

    Questo tipo di escrescenza non solo e’ antiestetica, ma si trasmette molto facilmente di persona in persona, per via del fatto che in genere si trova sulle mani, sulle dita, eventualmente sulle labbra e sulle mucose, che spesso sono proprio quella parte che piu’ entra in contatto con gli altri, e che veicola cosi’ il virus, creando una potenziale situazione di contagio.

    Non e’ pericoloso o doloroso soffrire di verruca o di “porro”, certo, ma e’ molto doloroso invece liberarsene. Al momento non si conoscono molte terapie farmacologiche risolutive, motivo per cui si usa sottoporsi alla eliminazione della verruca attraverso una operazione chirurgica, una bruciatura laser o chimica abbinate alla terapia attraverso medicinali, creme e liquidi da applicare sul porro in questione.

    Dalla medicina alternativa delle soluzioni per curare la verruca parlano di sfregamento di vegetali sulla parte malata: in particolare ci si riferisce alla Patata, come possibile vegetale adatto a eliminare le escrescenz

    e.

    Sarebbe dunque sufficiente tagliare una patata, sfregarla sulla mucosa contagiata, farlo spesso e con costanza, cercando di usare il lato interno della buccia, la parte piu’ acida e piu’ efficace, almeno due volte al giorno, fino alla completa scomparsa del bulbo. Il porro in un paio di settimane al massimo diventera’ nero, si secchera’ e cadra’.

    SCRITTO DA Martina Cecco PUBBLICATO IN Estetica e TrattamentiMalattiePelleVerruche Martedì 11/03/2008