I farmaci che non vendono

I farmaci che non vendono

Sono quelli che non si vedranno mai in televisione durante le pubblicita' perche' a pochi interessano e sono quelli che costano tanto ma rendono poco: si tratta dei farmaci destinati a curare le malattie rare, che spesso sono oggetto della cronaca perche' le fondazioni saltuariamente si occupano di fare sensibilizzazione, ma poi alla fine non sono al centro dell'interesse delle case farmaceutiche perche' non creeranno mai un mercato interessante

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    Sono quelli che non si vedranno mai in televisione durante le pubblicita’ perche’ a pochi interessano e sono quelli che costano tanto ma rendono poco: si tratta dei farmaci destinati a curare le malattie rare, che spesso sono oggetto della cronaca perche’ le fondazioni saltuariamente si occupano di fare sensibilizzazione, ma poi alla fine non sono al centro dell’attivita’ di ricerca delle case farmaceutiche perche’ non creeranno mai un mercato interessante.

    La ricerca medica privata non si occupa delle malattie che portano poco danaro, si interessa piuttosto dei bacini di utenza piu’ larghi, un po’ per necessita’ e un po’ per scelta, per questo i grandi progressi tecnologici e farmaceutici raramente partono da ricerche fatte per i malati delle malattie rare e delle patologie poco diffuse.

    Secondo quanto riporta l’Istituto Mario Negri di Milano, l’industria finanzierebbe solo gli studi che le possono garantire dei buoni ritorni economici, mentre, in caso contrario, non ha alcun obbligo di metterci del suo.

    E’ qui che si inseriscono le problematiche previste dalle pianificazioni e dallo studio dei campi di interesse: sarebbe l’industria a deviare per l’accademia o l’accademia che devia l’interesse dell’industria?

    Sono i dati di fatto, verrebbe da dire, cioe’ i numeri: laddove ci sono tanti malati di un certo disturbo o di una certa patologia si muovono sia industria che accademia, con un proliferare di studi e di ricerche che si accavallano, lasciando al contrario “vergini” degli altri ambiti, senza porsi alcun dubbio che sia questa la strada giusta da percorrere.

    L’Istituto snocciola i dati numerici delle “sue” malattie importanti: sarebbero 6 mila le malattie rare diffuse nel mondo e queste rappresentano circa il 10% delle patologie gravi.

    La ricerca medica non copre il bisogno, i farmaci abbandonati a se stessi perche’ poco redditizi sono oltre 500 e il mondo non se ne cura.

    Ma allora perche’ non dire che la realta’ e’ anche questa e che per molte malattie non solo non esiste una terapia, ma anche non esiste alcuna casa farmaceutica che sia interessata a scoprirla?

    Un esempio? Alcune malattie tropicali, certi tipi di malaria, la lebbra.

    Quando se ne parla pero’ emergono delle possibilita’, ma si arriva sempre al dunque: mancano i finanziamenti e non si puo’ investire in debito se a comprare i farmaci devono essere i paesi poveri o ancora piu’ precisamente i popoli zulu’, le tribu’ migranti dell’asia quanto piuttosto gli indigeni. Impossibile.

    Il processo e’ sempre lo stesso: i finanziamenti arrivano fin dove arrivano, i debiti si contraggono se si ha la certezza di poterli ampiamente ricoprire e dove non si arriva ne’ con i primi, ne’ con i secondi e’ terra di nessuno.

    Farmaci che non vendono: per saperne di piu’ cerca anche Farmaci Orfani

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