I disabili sono più vulnerabili e esposti al rischio violenza

Uno studio inglese ha sottolineato quanto siano diffuse, ma di cui non si parla tantissimo, le violenze subdole ed esplicite nei confronti della disabilità mentale

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    La vulnerabilità e il rischio di violenza aumentano nel caso di persone affette da disabilità mentale. Purtroppo, questo è il risultato di un recente studio inglese, nel quale la disabilità, soprattutto quella mentale, è associata molto spesso a casi di violenza. Ancora più grave è, secondo gli esperti, la non certezza di quanti sono realmente questi casi, anche perché molti dei quali avvengono in case di cura o in ambienti familiari (luoghi in cui è difficile se non impossibile conoscere al 100% tutto ciò che avviene). In alcuni Paesi, come il nostro, i casi di violenza in generale, e quindi anche sulle persone disabili, vengono denunciati e condannati (quando ciò accade) o comunque dovrebbe essere la prassi. In altri Paesi, invece, la violenza verso la disabilità mentale (soprattutto della donna) viene considerata o un portafortuna (come in Africa centrale) o addirittura vi sono leggi che lo permettono, come la sterilizzazione sulle donne ricoverate in istituto (se i genitori acconsentono).

    Lo studio inglese

    Un gruppo di ricercatori della John Moores University di Liverpool ha condotto uno studio commissionato dal Dipartimento «Prevenzione della violenza e disabilità» dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Gli studiosi hanno analizzato i risultati ed i dati ottenuti da vari studi eseguiti negli ultimi 20 anni. In tutto questo tempo sono stati coinvolti circa 21 mila adulti con disabilità provenienti da vari Paesi mondiali: dagli Stati Uniti, all’Australia, dal Sud Africa al Regno Unito. Gli studiosi hanno esaminato i pazienti ponendoli delle domande e scoprendo che almeno il 3% dei disabili era stato vittima, negli ultimi 12 mesi, di violenza; un dato importante, che si aggrava ancora di più se pensiamo che la percentuale sale, addirittura al 24% se si parla di disabilità intellettiva. Ogni persona ha il sacrosanto diritto di poter vivere la sua vita in modo sereno e tranquillo, diritto che a quanto sembra viene violato da persone senza un briciolo di morale. Il diritto umano oltre che essere un valore che l’essere umano deve rispettare come tale, è anche sottolineato nella Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità: insomma si potrebbe dire che è anche una legge.

    Violenza verso la disabilità intellettuale

    Le persone disabili sono indifese, che molto spesso non riescono a difendersi. Perché e come avvengono queste violenze? Il perché avvengano queste ultime risiede nell’ignoranza di chi le compie e nel disagio culturale e sociale degli ultimi anni. I disabili intellettuali sono persone fragili, che magari si isolano sia negli affetti che sul posto di lavoro, non riescono ad affrontare una comunicazione, e da questo anche l’incapacità di denunciare. Il tipo di violenza può essere esplicita ma anche subdola: come abusi sessuali, stalking, molestie, verbali e percosse. Conoscere tutte queste situazioni è importanti sia per difendere i pazienti sia per capire quali possano essere i metodi ed i motivi per cui avvengano questi casi, e quindi il modo per poterli evitare. Occorre velocizzare le idee: anche se non si parla spesso degli abusi e delle violenze sulla disabilità mentale, il problema è molto diffuso.