I chili di troppo spiegherebbero il perché degli infarti mattutini

Secondo uno studio statunitense, presentato al Meeting 2011 di Washington, si è scoperto come i pazienti obesi siano predisposti ad un maggiore rischio di infarti mattutini

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    Uno studio statunitense ha scoperto come i chili di troppo potrebbero essere la causa degli infarti mattutini. Nei pazienti obesi il rischio che il sistema cardiovascolare subisca un’alterazione a carico del ritmo circadiano, è maggiore rispetto a chi non ne soffre. Infatti, se il circolo circadiano, legato al nostro risveglio mattutino, viene alterato il rischio di infarto è molto alto.

    Normalmente le cellule del cuore, grazie ad un gene chiamato Clock, sono predisposte ad essere più attive in alcuni momenti della giornata, in questo preciso caso, al mattino, al momento del risveglio. Inoltre anche la quantità di ormoni, precisamente il cortisolo, influisce sulla regolarità del ritmo circadiano. Secondo lo studio, pubblicato su Heart, un paziente obeso sarebbe maggiormente a rischio di alterazioni a livello di quest’ultimo. La ricerca, presentata all’Experimental Biology 2011 Meeting di Washington qualche settimana fa, ha sottolineato come gli infarti mattutini siano legati a tali alterazioni.

    Lo studio è stato condotto su animali da laboratorio, sia sani che obesi. I topi sono stati studiati e monitorati, evidenziando che i primi presentavano livelli dell’enzima, responsabile della produzione di ossido nitrico (importante nella dilatazione dei vasi sanguigni), regolari in tutta la giornata; e l’attività del gene Clock positiva e alta, soprattutto in alcuni orari: alle 7 del mattino e alle 7 di sera. Negli animali affetti da obesità questo regolare equilibrio è completamente sfasata. Non è ancora certo il motivo preciso di questo collegamento, ma una cosa è certa che l’obesità è strettamente correlata all’insorgenza delle malattie cardiovascolari (com’era già noto), ed anche allo sfasamento del normale ritmo al momento del risveglio.