I 5 falsi miti sulle allergie

Ci sono alcuni falsi miti sulle allergie, che bisogna sfatare per essere consapevoli e arrivare a una diagnosi più certa. Vediamo di che cosa si tratta.

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    Ci sono dei falsi miti sulle allergie, che è necessario sfatare, per essere maggiormente consapevoli del fenomeno. Tutto questo è importante per riuscire anche a difendersi meglio, facendo un’opportuna prevenzione e ricorrendo alle cure più adatte. D’altronde i sintomi delle allergie sono spesso comuni a quelli caratteristici di altre malattie. E’ essenziale, quindi, procedere anche con una corretta diagnosi. La Società Italiana di Allergologia e Immunologia, nel corso di un recente congresso nazionale a Milano, ha presentato un documento, in cui sono spiegati tutti i passi da fare in caso di allergia. Tutto ciò ha lo scopo di aiutare i pazienti ad orientarsi meglio in questo ambito.

    I sintomi

    Gli esperti hanno chiarito che, a differenza di quanto si possa pensare, i sintomi delle allergie sono comuni a molte malattie. Per esempio i disturbi gastrointestinali non sono tipici soltanto delle allergie alimentari, ma possono essere rapportati a delle condizioni in cui la funzionalità dell’intestino non è perfetta. Equivoci ci possono essere anche per quanto riguarda i sintomi respiratori. Ad esempio questi possono essere confusi con quelli dell’asma allergico. Sono i test stessi ad indicare che spesso non si è allergici.

    I test

    A volte si pensa che con un test per le allergie si possa risolvere il problema, scoprendo immediatamente a che cosa si è allergici. In realtà la situazione è molto più complessa di quanto si possa pensare. Gli esperti raccomandano di non eseguire test per farmaci e alimenti, se non c’è una storia clinica compatibile con una reazione di ipersensibilità. Inoltre fanno notare che sarebbe meglio evitare di ricorrere subito ai test sierologici di nuova generazione, che, tra l’altro, sono molto costosi.

    L’ereditarietà

    Da un certo punto di vista può essere considerato vero il concetto che i figli di persone allergiche hanno maggiori probabilità di sviluppare un’allergia. In ogni caso bisogna considerare che anche l’ambiente svolge un ruolo essenziale. Alcuni studi, per esempio, in questo senso hanno evidenziato un ruolo fondamentale da parte dell’inquinamento. I fattori ambientali di solito agiscono per più del 40%.

    La vitamina D

    Che rapporto c’è tra vitamina D e allergie? La ricerca scientifica di recente si è occupata di questa relazione ed è arrivata a scoprire che in effetti esisterebbe un collegamento. Soggetti con più bassi livelli di vitamina D sarebbero più sensibili a degli allergeni, tra i quali il pelo del cane, le arachidi e i pollini.

    Il miele

    Alcuni attribuiscono al miele un ruolo protettivo nei confronti delle allergie. Non è sempre così, perché consumare il miele potrebbe anzi rappresentare un fattore di rischio e causare una reazione allergica. Più che altro bisogna fare riferimento, comunque, non al miele prodotto dalle api, ma quello che causa intolleranze è il miele prodotto dagli alberi.