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HIV: mai troppe le protezioni

HIV: mai troppe le protezioni

HIV: gli americani ammalati e inconsapevoli sarebbero circa il 20% dei malati di AIDS totali: di fronte a questo dati spaventosi non resta che riflettere sulla situazione tragica

da in AIDS, Analisi mediche, Farmaci, HIV
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    AIDS

    Seguendo alla discussione in fatto di prevenzione, per proteggersi dalle malattie sessualmente trasmesse, forniamo oggi su TantaSalute i nuovi dati che riguardano lo stato di salute di una delle popolazioni che piu’ fanno promozione, attraverso adeguate campagne, di metodi di profilassi e di medicina naturale per combattere gli stati di malattia.

    Siamo dunque in America, dove lo stato sociale consente di individuare diverse fasce di cittadino: dal piu’ fortunato, per cui il sistema sanitario ha una accessibilita’ completa, al meno ricco, per cui la salute e’ come un’oasi nel deserto. Bene, in America non tutti i malati di AIDS sanno di essere stati contagiati, ma non solo, sarebbe solamente una piccola parte di popolazione che ha fatto almeno una volta nella vita un Test per verificare se la sua salute sessuale e’ buona.

    Per l’italiano medio, di eta’ tra i 18 e i 40 anni, solo pensare di non sapere se gode di buona salute sarebbe impensabile, invece esiste ancora una mentalita’ che da’ la convinzione di non essere a rischio e di essere sani solo perche’ non si hanno dei sintomi che possano far pensare alla malattia.

    Sarebbero 1,1 milioni i malati di Hiv in totale, di cui pero’ il 20% non ha coscienza della propria malattia: di fronte a questa grave prospettiva, ci troviamo a dover cambiare punto di vista per pensare in modo corretto a come affrontare questa malattia.

    I sieropositivi inconsapevoli sono la fetta di malati piu’ a rischio, sia per se stessi, in quanto “deboli” in fatto di resistenza ai virus e per gli altri, in quanto possibili portatori del male e del contagio.

    La stima e’ stata fatta dai Centers for Disease Control and Prevention, che sulla base dei malati registrati dopo il 2006 hanno valutato che non c’e’ corrispondenza tra i dati certi e quelli ipotetici, con uno scarto, tragico, del 20%. Gli uomini sono piu’ soggetti alla malattia delle donne, infatti solo il 25% dei malati e’ donna.

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