HIV: antiretrovirali nelle donne in gravidanza

HIV: antiretrovirali nelle donne in gravidanza

Nelle donne in gravidanza malate di HIV o sieropositive, la terapia da antiretrovirali riduce sensibilmente le possibilita' di trasmissione verticale del virus

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    AIDS

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    L’HIV nelle donne in gravidanza rappresenta un problema in fatto di probabilita’ di trasmissione verticale, madre-bambino, del virus; grazie alle terapie antiretrovirali nelle donne in eta’ fertile il pericolo si e’ abbassato a tal punto che, nel 2007, i casi permanenti registrati di trasmissione verticale sono stati di una sola unita’, in Italia; parto cesareo e allattamento artificiale sono due delle tecniche da praticare per ridurre ancora di piu’ la possibilita’ di trasmissione diretta del virus.

    Per quanto riguarda invece il monitoraggio dei nuovi farmaci antiretrovirali, non va mai dimenticato che, per avere delle cerezze scientifiche, non sono sufficienti tre anni circa di osservazione, ma al contrario e’ ancora troppo presto per trarre delle conclusioni certe. La realta’ attuale e’ considerevolmente diversa da quella in cui i medici si trovavano a lavorare a inizio del secolo scorso, la malattia ha avuto una diffusione molto rapida, specialmente per via del contagio sessuale, in molti casi l’infezione ha contagiato donne in eta’ fertile, con una vita normale e con la voglia di avere dei figli, nonostante il virus.

    Riuscire a rimanere sotto la soglia del 2% di bambini da monitorare e curare per evitare lo sviluppo della malattia da contagio verticale e’ lo scopo che attualmente i medici si prefiggono in pediatria. In Italia dei 60 mila malati di AIDS non esiste una percezione reale della malattia, e dei sieropositivi solo un terzo ha fatto il test: chi scopre la malattia la scopre tardi e per caso, difficilmente il dubbio sorge in soggetti sani che hanno avuto rapporti non protetti, motivo per cui poi il morbo miete vittime.

    Diagnosticare l’HIV in gravidanza ha delle implicazioni ben poco simpatiche: se dopo lo screening la donna si scopre malata l’impatto con la malattia sara’ molto forte, di difficile accettazione e richiede che la donna faccia un doppio sforzo, per la malattia e per la gravidanza, in contemporanea. Nella ricerca curata da Marco Floridia, Cosimo Polizzi, Alessandra Mattei, Silvia Baroncelli, Maria Franca Pirillo, Clementina Maria Galluzzo, Maria Grazia Mancini, Stefania Donnini e Roberta Amici del Dipartimento del Farmaco, dell’ISS e’stata valutata la efficacia degli antiretrovirali in gravidanza, per vedere se con questo tipo di terapia le probabilita’ di mettere al mondo un bambino sano erano superiori o inferiori alla precedente terapia.

    Le donne osservate sono state di eta’ sui 30 anni, con una condizione clinico-immunologica buona. In queste donne la copertura del trattamento antiretrovirale e’ cresciuta durante la gravidanza, fino a riguardare quasi la totalita’ delle donne prime del parto.
    Le malattie che si sono osservate nelle donne gravide in trattamento sono relative principalmente alla gravidanza: infezioni vaginali e urinarie, minaccia di parto prematuro e solo alcuni casi di diabete e ipertensione; la proteasi, come evidenziato da letteratura medica, comporta un rischio di parto anticipato, ma oltre a questo non si sono osservate oscillazioni e comportamenti anomali del virus da HIV.

    Lo scopo di abbattere la percentuale di casi di trasmissione diretta di HIV grazie alle terapie antiretrovirali e’ quasi completamente raggiunto, poiche’ i casi di trasmissione diretta sono meno del 3%, parimenti alla situazione degli altri paesi industrializzati. Con questi dati alla mano si conferma l’ipotesi che, per una donna sieropositiva, la gravidanza non e’ un rischio o un miraggio, ma una realta’ possibile: la sorveglianza non si fermera’, per arrivare araggiungere il 100% di bambini sani, ma al momento le speranze ci sono, sono una realta’ inconfutabile, anche nei casi di tardiva diagnosi del virus.


    Fonte:
    1. Centro Operativo AIDS. Aggiornamento dei casi di AIDS notificati in Italia e delle nuove diagnosi di infezione da
    HIV al 31 dicembre 2006. Notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità 2007;20(6 Suppl.

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    2. Cooper ER, Charurat M, Mofenson L, et al. Women and Infants’ Transmission Study Group. Combination antiretroviral strategies for the treatment of pregnant HIV-1-infected women and prevention of perinatal HIV-1 transmission. J Acquir Immune Defic Syndr 2002;15;29(5):484-94.

    3. Volmink J, Siegfried NL, van der Merwe L, et al. Antiretrovirals for reducing the risk of mother-to-child transmission of HIV infection. Cochrane Database Syst Rev 2007;24(1):CD003510.

    4. Floridia M, Tamburrini E, Ravizza M, et al. Antiretroviral therapy at conception in pregnant women with HIV in Italy: wide range of variability and frequent exposure to contraindicated drugs. Antivir Ther 2006;11(7):941-6.

    5. Thorne C, Patel D, Newell ML. Increased risk of adverse pregnancy outcomes in HIV-infected women treated with highly active antiretroviral therapy in Europe. AIDS 2004;18(17):2337-9.

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