Herpes zoster o fuoco di Sant’Antonio: sintomi, contagio e cura

Herpes zoster o fuoco di Sant’Antonio: sintomi, contagio e cura

L’herpes zoster o Fuoco di Sant'Antonio consiste in un’infezione dovuta ad un virus che è lo stesso della varicella

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    L’herpes zoster, noto anche come fuoco di Sant’Antonio, è un virus che, in sostanza, è lo stesso di quello della varicella. Il virus rimane nell’organismo dopo la guarigione di quest’ultima e determina l’insorgenza di una malattia cutanea, che si manifesta soprattutto dopo i 50 anni d’età, quando le difese immunitarie si fanno più deboli. I sintomi più evidenti sono costituiti dalla formazione di bolle, bruciore cutaneo e, a volte, anche febbre e mal di stomaco. Il contagio avviene attraverso l’aria che si respira. Per la cura si fa ricorso agli antibiotici, agli antidolorifici e agli antivirali, per ostacolare la moltiplicazione del microrganismo.

    I sintomi

    I sintomi dell’herpes zoster sono rappresentati in prima istanza da un formicolio che interessa la parte del corpo in cui si trovano le cellule nervose, nelle quali il virus si è depositato. Proprio lungo tutte queste terminazioni nervose compaiono delle bolle, descrivendo il contorno di una sorta di “cintura” sulla pelle. Il tutto provoca arrossamento e una sensazione di bruciore.

    A volte si possono aggiungere altre manifestazioni sintomatologiche, come la febbre, i brividi, il mal di testa o il dolore allo stomaco. La sensazione dolorosa interessa anche la cute ed è causata dal danneggiamento a carico dei neuroni sensitivi.

    Con il tempo le bolle si trasformano in croste. Di solito questo processo lascia comprendere che si è entrati nella fase di guarigione. Proprio in questo periodo il soggetto diventa contagioso.

    Il contagio

    Il contagio dell’herpes zoster avviene attraverso l’aria respirata. Possiamo dire, quindi, che si può entrare in contatto con il virus, rimanendo nella stessa stanza con chi ne è affetto. Tuttavia si deve specificare che chi viene colpito per la prima volta non svilupperà i sintomi caratteristici, ma soltanto la varicella.

    Per chi ha contratto già quest’ultima patologia, è difficile che avvenga il contagio e comunque, per incorrere nella formazione delle tipiche bolle, è necessario che le difese immunitarie siano deboli. Solo in questo modo, infatti, il germe può proliferare.

    Si deve stare particolarmente attenti a questo tipo di infezione in gravidanza. Durante le prime 30 settimane, se la madre si ammala di varicella, in casi rari il bambino può nascere con delle malformazioni. Se il tutto avviene fra 21 e 5 giorni prima del parto, il neonato può nascere con la varicella. In ogni caso gli anticorpi che la madre trasmette al figlio possono rivelarsi utili contro l’infezione.

    Si può avere anche un herpes zoster che coinvolge l’orecchio o uno oftalmico, quando il virus colpisce l’occhio. I sintomi sono costituiti principalmente da dolore, piccole vescicole, reazione infiammatoria, alterazione della sensibilità, cheratite. Ci può essere anche un interessamento dell’uvea, che si manifesta con la comparsa dell’uveite.

    La cura

    La cura dell’herpes zoster si basa sull’utilizzo di alcuni farmaci in particolare. Essenziali sono gli antivirali, per evitare che il virus continui a moltiplicarsi, per ridurre la gravità dei sintomi, la durata della malattia e per prevenire complicanze e postumi, come ad esempio la nevralgia posterpetica, che è rappresentata da un dolore persistente. Gli antibiotici sono necessari, quando si sviluppano infezioni secondarie.

    Per alleviare il dolore si fa ricorso agli antidolorifici, soprattutto quelli a base di paracetamolo. Molto utili sono alcuni rimedi naturali e, nello specifico, delle erbe: echinacea, ginseng coreano, ginseng siberiano, melissa, astragalo, sambuco.

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