Helicobacter: la dieta consigliata da seguire

Helicobacter: la dieta consigliata da seguire

L’helicobacter pylori è un batterio che può causare ulcera gastroduodenale o gastrite

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    helicobacter pylori

    Cos’è l’helicobacter e qual è la dieta consigliata da seguire? L’helicobacter pylori è un batterio spiraliforme che può colonizzare la mucosa gastrica, ovvero il rivestimento dello stomaco. L’infezione è spesso asintomatica, ma talvolta può provocare gastrite e ulcere a livello dello stomaco o del duodeno, il primo tratto dell’intestino. Le modalità con cui l’helicobacter si trasmette sono ancora sconosciute, ma alcuni studiosi sostengono che la più probabile via di contagio sia quella orale, così come il contatto con acque o con strumenti endoscopici contaminati. Il sintomo più comune dell’ulcera gastroduodenale è un bruciore o dolore nella parte superiore dell’addome, soprattutto quando lo stomaco è vuoto. Anche la gastrite da helicobacter presenta sintomi simili a quelli dell’ulcera, quali nausea, reflusso gastroesofageo, difficile digestione, vomito e dolore addominale.

    Alimenti consigliati
    In caso di gastrite o ulcera da helicobacter è consigliato masticare lentamente gli alimenti per favorire la digestione. L’eccesso di cibo, inoltre, stimola una superproduzione di succhi gastrici ed esercita una pressione sullo stomaco facilitando il reflusso acido. Anche saltare i pasti, però, può essere nocivo: lo stomaco, infatti, secerne periodicamente acidi che non possono essere assorbiti in assenza di cibo. Gli alimenti grassi, l’alcol e la cioccolata tendono a far refluire i succhi gastrici, mentre gli alimenti troppo caldi o troppo freddi e quelli salati (insaccati, conserve, sottaceti, cibi affumicati e molti formaggi) tendono a eccitare la secrezione gastrica.

    Pertanto, cosa si deve mangiare? Tra gli alimenti consigliati per chi soffre di gastrite o ulcera ci sono il latte (parzialmente scremato), lo yogurt magro, le carni bianche e il pesce magro, le verdure e la frutta. Vanno evitati, invece, le carni e i pesci grassi, lo scatolame, le bibite gassate o alcoliche, il caffè e il tè e i cibi fritti. Gli alimenti, inoltre, devono essere preparati con metodi di cottura leggeri (a vapore, in padella con cotture brevi, alla griglia facendo attenzione a non bruciare l’alimento).
    Dieta consigliata
    Quale alimentazione deve essere seguita da un paziente che soffre di queste patologie? Un menù tipo in questi casi è costituito da una colazione caratterizzata da un bicchiere di latte parzialmente scremato, accompagnato da del pane su cui si possono spalmare del formaggio magro o poca marmellata alla frutta. Per lo spuntino di metà mattina o di metà pomeriggio, invece, si possono assumere liberamente frutta di stagione o un paio di fette biscottate con del miele. A pranzo devono essere predilette le verdure cotte o crude (anche minestroni o zuppe) unitamente alla carne o al pesce magro lessato o bollito. La cena deve essere particolarmente leggera: la verdura cotta può essere accompagnata dal prosciutto cotto sgrassato o da una porzione di formaggio magro. La frutta o lo yogurt magro possono essere considerati dessert da consumare occasionalmente.

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