Guidare: fino a che età è possibile farlo?

Guidare: fino a che età è possibile farlo?

In Italia manca una norma del Codice Stradale che impedisca, al sopraggiungere della tarda età, la guida di un'auto privata ed in assenza di questa normativa molti anziani si mettono alla guida per nulla consapevoli che non hanno più l'idoneità per farlo

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    Anziano

    Guidare è un’attività che, generalmente, si compie senza considerare la delicatezza che quest’operazione comporta, per il semplice motivo che per molti inserire la chiave nel cruscotto e mettere in moto la macchina è una delle azioni più semplici e scontate che esistano ed è quasi sempre così, ciò non toglie che uno dei gesti più ricorrenti che noi compiamo guidando un’auto è strettamente connesso al nostro stato psicofisico e dunque anche all’età.

    Ne deriva che occorrerebbe una Legge che indicasse un’età oltre la quale non sia più consentito continuare a condurre un’auto e questa, purtroppo, per quanto concerne le auto private non esiste, lasciando al singolo la discrezionalità del fatto di proseguire o meno con la guida; ma davvero non c’è, al di là del Codice della Strada, un limite d’età per potere continuare a guidare?

    Non la pensano proprio così i medici che hanno presentato uno studio scientifico sulla rivista Investigative Ophthalmology e Visual Science, convinti quanto mai che guidare un’auto non è per nulla un’azione che si possa compiere per tutta la vita e che anche per quest’attività, come per tante altre, ci sia un inizio ed una fine che deve coincidere col venire meno di quell’idoneità che consenta di proseguire.

    Vero è che non esiste una legge che limiti la guida di un’auto al sopraggiungere della tarda età, ma in attesa anche di una normativa più precisa al riguardo, basterebbe osservare il sopraggiungere di situazioni che abbassano drasticamente la capacità visiva, le facoltà cognitive e di movimento per “appendere il volante al chiodo” senza attendere che sia un incidente stradale a porre fine alla nostra smania di eterni piloti provetti.

    Il vero problema è che avendo lasciato alla discrezionalità del singolo questa decisione, ci sono molti, troppi anziani, che non smetterebbero mai di guidare ritenendo la cosa del tutto sminuente la propria libertà personale e questo finisce per rappresentare il vero problema per sé stessi e per gli altri e a poco serve sapere dell’esistenza del periodico rinnovo della patente che, purtroppo, il più delle volte finisce per essere un semplice fatto burocratico mancando, di norma, quegli strumenti atti ad imporre a chi non è più nelle condizioni di farlo, il proseguo dell’attività. Così che, non potendo definire un’età di massima che impedisca di continuare a guidare, stante il fatto che ci sono persone che ad oltre 80 anni d’età possono farlo senza incorrere in problemi ed altri che superati anche i 65 anni e a seguito di determinate patologie non sono più in grado di continuare, ci si trova spessissimo di fronte a tragedie che vedono per protagonisti persone che tutto avrebbero dovuto fare meno che mettersi alla guida di un qualsiasi veicolo.

    Così come c’è anche da dire che troppi anziani attribuiscono solo alla vista l’unica condizione essenziale che possa mettere in forse la propria idoneità o meno alla guida, ma così non è, perché se il vedere bene è, ovviamente, essenziale per continuare a guidare, non si dovranno mai sottovalutare lo stato di importanti organi o apparati come, ad esempio, quello cardiovascolare, atteso che in un anziano affetto da cardiopatie ed in cura per queste, spesso a causa della stessa età, le possibilità di fenomeni patologici improvvisi, come potrebbe verificarsi in caso di un brusco calo della pressione, o di una crisi ipertensiva o una brusca variazione della frequenza cardiaca, comprese eventuali crisi ipo-glicemiche improvvise in soggetti diabetici, sono evenienze tutt’altro che rare, per non considerare anche il fatto che gli stessi farmaci assunti spesso possono provocare fenomeni imprevedibili; tutte condizioni che possono presentarsi con una momentanea perdita di coscienza durante la guida con conseguenze sempre drammatiche per sé e per gli altri.

    Ragion per cui, anche nel caso non provveda un’apposita Commissione Medica riunitasi a vietare ad un anziano la guida di un’auto o qualsiasi altro veicolo per il quale detenga la patente, la scelta consapevole e giudiziosa di chi si trova nell’impossibilità di continuare a condurre un veicolo al meglio della propria forma psico-fisio-attitudinale, è quella di smettere senza indugio alcuno, per il proprio e l’altrui bene!

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