Gravidanza: quante ecografie effettuare

Gravidanza: quante ecografie effettuare

Gravidanza: quante ecografie effettuare

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    L'ecografia

    Una donna che aspetta un bambino è giustamente ansiosa di sapere in ogni momento circa le condizioni e lo stato di salute della creatura che porta in grembo e quale indagine è oggi ritenuta più efficace di ogni altra per stabilire l’andamento della gravidanza e lo sviluppo dell’embrione, se non l’ecografia. Sull’ecografia si ripone larga parte delle preoccupazioni della futura madre e dello stesso padre, ma ciò che ci si chiede, durante una normale gravidanza è; quante ecografie bisogna eseguire e quale sono a carico del S.S.N. atteso che questo esame ha pur sempre dei costi in termini economici.

    Da un punto di vista dei costi per la persona e per la collettività, bisogna segnalare il fatto che il Decreto Ministeriale del 20/10/1998 prevede che durante l’intera gravidanza possano effettuarsi non più di tre ecografie, scaricando il costo sul Servizio Sanitario Nazionale e queste dovranno essere effettuate entro la 13 esima settimana, la prima, tra la 19 esima e la 23 esima, la seconda e tra la 28 esima e la 32 esima, la terza.

    Se si esaminano le tre fasce temporali in cui viene eseguito l’esame si capisce bene che nella prima ci troviamo nel primo trimestre di gravidanza, fatto importante perché già in questo momento l’esame è in grado di far comprendere al medico se lo sviluppo dell’embrione è regolare sulla base dell’epoca della gravidanza calcolata dalla data dell’ultima mestruazione, in base a ciò, l’embrione deve avere delle dimensioni prestabilite, se così non fosse, il ginecologo è in grado di supporre che il concepimento è avvenuto in altro momento, fatto questo che avrebbe riflesso sulla data presunta del parto che può essere opportunamente spostata. La prima ecografia, inoltre, ci da la possibilità di vedere per tempo l’eventuale presenza di un eventuale parto gemellare, ma anche eventuali condizioni patologiche, pensiamo alla gravidanza extrauterina o alla possibilità di incorrere in un aborto.

    Con la seconda ecografia, invece, il medico ha la possibilità di valutare le forme che sta assumendo il feto compreso lo stato della placenta ed inoltre, in questa epoca, sulla base delle attuali conoscenze e della possibilità offerta dalle più moderne apparecchiature elettromedicali, lo specialista è in grado di valutare eventuali patologie a carico del feto potendosi effettuare eventuali diagnosi relativamente alle patologie fetali.

    Con la terza ecografia il medico stabilisce l’andamento dello sviluppo del feto o eventuali patologie che ne limitano l’accrescimento, al medico è anche data la possibilità di valutare il volume del liquido amniotico e le condizioni della placenta.

    E’ opinione diffusa di una parte dei medici che tre ecografie, quattro, quest’ultima ancora a carico del S.S.N., quando la gravidanza supera la 40 esima settimana, sono sufficienti per seguire adeguatamente lo sviluppo del nascituro scongiurando eventuali patologie essendo in grado di diagnosticarle per tempo. Tuttavia, nella stragrande maggioranza dei casi, si arriva ad eseguire sette ecografie con dispendio di denaro inutile. Ma non è l’unica controindicazione questa, perché se è vero che, almeno allo stato attuale delle conoscenze, l’ecografia resta un metodo diagnostico innocuo, per madre e nascituro, si spera almeno, vero è anche che trattare la gravidanza come si farebbe con una malattia, continuamente monitorata, potrebbe condurre la donna ad una serie di ripercussioni di ordine psicologico oggetto di moderni studi non ancora del tutto conclusi, ma il solo fatto che la scienza si stia occupando anche di questo eventuale riverbero che l’ecografia potrebbe arrecare, farebbe ritenere che non è del tutto escluso che un’attenzione eccessiva dello stato di gravidanza non finisca per avere conseguenze psicologiche sulla madre e, forse, persino sul padre.

    Fonte: Fondazione IRCCS – Diagnosi Prenatale Policlinico Mangiagalli e Regina Elena di Milano, responsabile professoresssa: Aldessandra Kustermann

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