Gravidanza: no a caffè e a tutte le sostanze a base di caffeina!

Gravidanza: no a caffè e a tutte le sostanze a base di caffeina!

In gravidanza dovranno essere bandite bevande quali il caffè e tutte quelle, farmaci compresi, che detengano fra i loro costitunti, eccipienti inclusi, caffeina; il rischio è assistere ad uno scarso sviluppo del nascituro

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    Mancava la prova ufficiale, ma ora è giunta; per le donne in gravidanza, niente caffeina, pena il rischio di generare un bambino con un peso ridotto rispetto al normale. Lo studio in questione è stato svolto da un team di ricercatori inglesi che ha effettuato una serie di indagini sulla base di questionari che hanno rivolto a donne nelle diverse fasi di gravidanza a tutte le età e non solo, il campione costituito da 2.600 donne facevano parte di un gruppo che, oltre all’abitudine di bere caffè aveva anche quello del fumo di sigaretta, dell’alcol e, ancora, assumeva mediamente una quantità di caffeina di 159 mg/al giorno, così come il 62% consumava tè, il 12% bevande a base di cola, l’8% cioccolato e in percentuali minori ricavava caffeina da altre bibite, cioccolata in tazza, bibite energetiche o alcoliche; i farmaci non rappresentavano una fonte di caffeina, nel gruppo di osservazione.

    Interessanti i risultati ottenuti, consumando in gravidanza mediamente 100 grammi di caffeina si è assistito ad una riduzione del peso ponderale del bambino valutato in misura compresa fra 34 e 59 grammi nei primi tre mesi di gravidanza, fino a 74 grammi nei successivi sei mesi e fino a 89 grammi al termine della gravidanza. Il rischio di mettere al mondo bambini con riduzione del loro peso sussiste anche a dosaggi di caffeina pari a 30 mg al giorno col risultato che non esiste alcuna soglia minima che autorizza l’assunzione di caffè o caffeina in generale in gravidanza.

    C’è anche da dire che l’eventuale “danno” al feto è anche dipendente dalla capacità della donna di liberarsi della caffeina assunta, ma è davvero difficile poter stabilire questo dato nella generalità dei casi, atteso che parliamo di donne sane.

    Così come è necessario porre l’attenzione ai metaboliti della caffeina, intendendo per questi i composti derivanti dalla degradazione da parte dell’organismo del costituente principale; spesso queste sostanze sono ancora più dannose per il feto più della stessa caffeina; ad esempio la teofillina è uno dei metaboliti maggiormente osservati, ma non è l’unica e lo studio è risultato ancora più interessante, da un punto di vista scientifico, avendo palesato nel nascituro l’assenza di un costituente naturale, il citocromo P450 1 A 2 che dovrebbe opporsi all’azione dei ricordati metaboliti senza riuscire a capire, almeno fino ad oggi, quali di questi derivati della caffeina eserciti i danni più significativi sullo sviluppo fetale col risultato che, in assenza di ulteriori prove scientifiche in materia, secondo i ricercatori britannici è opportuno, per la donna, astenersi dal consumo di caffè e di tutte quelle sostanze, farmaci inclusi, che detengano fra i loro costituenti la sostanza imputata.

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